Lunghezza: 10,72 Km
Dislivello: 829 m
Tempo in movimento: 4h20
Altitudine max: 2896 m
Difficoltà: impegnativa
Tempo in movimento: 4h20
Altitudine max: 2896 m
Difficoltà: impegnativa
Attenzione! Il percorso è chiuso da fine luglio 2025 per il grande crollo della cima Falkner, che ha totalmente sconvolto la montagna. Non si sa quando verrà riaperto.
Il sentiero attrezzato Benini fa parte delle Bocchette di Brenta ed unisce il rifugio Graffer situato al passo del Grosté al rifugio Tuckett. Il sentiero Benini è giudicato il tratto più semplice delle ferrate delle Bocchette di Brenta. Splendide vedute assicurate sul gruppo di Brenta e valli circostanti. Nei mesi estivi da fare preferibilmente nelle prime ore del mattino per evitare la salita della nebbia dal fondovalle.

Il sentiero attrezzato Benini fa parte delle Bocchette di Brenta ed unisce il rifugio Graffer situato al passo del Grosté al rifugio Tuckett. Il sentiero Benini è giudicato il tratto più semplice delle ferrate delle Bocchette di Brenta. Splendide vedute assicurate sul gruppo di Brenta e valli circostanti. Nei mesi estivi da fare preferibilmente nelle prime ore del mattino per evitare la salita della nebbia dal fondovalle.

Dal Passo del Grosté, poco a monte della stazione di arrivo della cabinovia proveniente da Passo Campo Carlo Magno, si sale in direzione Sud-Est su terreno pietroso e carsico seguendo le indicazioni per il percorso Sentiero attrezzato Alfredo e Rodolfo Benini EEA-D 305 (= Escursionisti Esperti Attrezzato - Difficile).
Passati nelle vicinanze della stazione a monte della seggiovia Grosté continuiamo fino alla base di Cima Grosté; da qui il sentiero si sposta sul versante est alzandosi fra grandi lastre rocciose inclinate e arriva ai piedi della parete.
Dopo un tratto con corde fisse si percorre una cengia aerea che aggira la parete est di cima Grosté e lascia scoprire un grande panorama sui Grostédi, i due Turión, Campo Flavóna, il Fibión e la Campa, un settore poco frequentato del Brenta.
Passati nelle vicinanze della stazione a monte della seggiovia Grosté continuiamo fino alla base di Cima Grosté; da qui il sentiero si sposta sul versante est alzandosi fra grandi lastre rocciose inclinate e arriva ai piedi della parete.
Dopo un tratto con corde fisse si percorre una cengia aerea che aggira la parete est di cima Grosté e lascia scoprire un grande panorama sui Grostédi, i due Turión, Campo Flavóna, il Fibión e la Campa, un settore poco frequentato del Brenta.
I Grostedi e sullo sfondo la Pietra Grande.
Aggiriamo poi lo spigolo SE e continuiamo su una cengia esposta che conduce alla Bocchetta dei Camosci da dove si scorge una parte della Vedretta di Vallesinella e lontano la Presanella e l'Adamello.
Si traversa ora per cenge oblique e canaloni che solcano in successione le pareti E del Campanile dei Camosci e di Cima Falkner.
Sotto cima Falckner. Alberto de Falkner, alpinista romano (nonostante il cognome dal suono tedesco), nell'estate del 1882 salì per primo questa cima insieme ad Antonio Dallagiacoma.
Dopo aver superato il punto più elevato del sentiero (m. 2910), all'altezza del bivio per la normale della cima Falkner, si scende sul sottostante ghiaione e poi si ritorna a salire fino alla Bocchetta Alta di Vallesinella.
Cima Roma. Il suo toponimo originale era Rocchetta di val Perse, perché domina la sottostante selvaggia val Perse.
Scendiamo lungo una larga cengia detritica fino alla Bocca di Vallesinella (m. 2788) e al bivio scegliamo di scendere per la facile ferrata Dallagiacoma (315) che porta direttamente al rifugio Tuckett. In alternativa si può arrivare al rifugio scendendo alla Bocca di Tuckett 2647 m. affrontando la parte più impegnativa della Benini con alcuni passaggi su scale, staffe e funi.
Scendiamo lungo una larga cengia detritica fino alla Bocca di Vallesinella (m. 2788) e al bivio scegliamo di scendere per la facile ferrata Dallagiacoma (315) che porta direttamente al rifugio Tuckett. In alternativa si può arrivare al rifugio scendendo alla Bocca di Tuckett 2647 m. affrontando la parte più impegnativa della Benini con alcuni passaggi su scale, staffe e funi.
Da qui si scende costeggiando il versante nord di Cima Sella seguendo gli ometti e i segnali sulle pietre. Il sentiero scende quindi tra il Castelletto superiore e il Castello di Vallesinella situato un po' più a destra.
Cima Sella. E' dedicata a Quintino Sella — non un alpinista di professione, ma il fondatore del Club Alpino Italiano nel 1863 e tre volte Ministro delle Finanze del Regno d'Italia. A destra Cima Brenta, la più alta del gruppo di Brenta 3151m.
Il Castelletto superiore.
La Vedretta di cima Brenta Superiore è di tipo pensile.
Il Castelletto superiore.
La Vedretta di cima Brenta Superiore è di tipo pensile.
Arriviamo all'incrocio del sentiero Dallagiacoma 315 con quello che scende da Bocca di Tuckett 303. Seguiremo quest'ultimo fino al rifugio.
La Vedretta di Brenta Inferiore, ormai molto ritirata, dal rifugio Tuckett. La Bocca di Tuckett è seminascosta dalle nuvole.
Per il ritorno abbiamo seguito il tranquillo sentiero 316 che in 1h30 ci ha riportato al rifugio Stoppani.
Scarica la traccia gps da Wikiloc
Vedi la mappa di tutte le escursioni del blog
Per il ritorno abbiamo seguito il tranquillo sentiero 316 che in 1h30 ci ha riportato al rifugio Stoppani.
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