Lunghezza: 8,3 Km
Dislivello: 737 m
Tempo in movimento: 2h20
Altitudine max: 2109 m
Difficoltà: facile

Prima indicazione del sentiero dell'Imperatrice
La foto rende solo in parte la reale pendenza della pista
La Presanella 3558 m e più in basso monte Ritorto 2411 m
Malga Fevri. Sullo sfondo il Crozzon di Brenta e i Fracingli
Volendo stare al sole restiamo sul lato destro della pista ma questo ci costringerà per tre volte ad attraversarla
La diretta dello Spinale è una pista rossa
Raggiungiamo malga Montagnoli ormai nell'ombra
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Dislivello: 737 m
Tempo in movimento: 2h20
Altitudine max: 2109 m
Difficoltà: facile
A fine '800 Elisabetta di Wittelsbach, conosciuta come "Sisi" o "Sissi", moglie dell'imperatore Francesco Giuseppe fece due soggiorni a Madonna di Campiglio assieme alla corte asburgica. L'imperatrice amava fare lunghe escursioni sulle montagne circostanti accompagnata dalla guida alpina Antonio Dallagiacoma. I campigliesi hanno dedicato a lei il primo tratto del sentiero 331 (fino a malga Fevri) per aver contribuito con la sua presenza al lancio turistico di Madonna di Campiglio. Il sentiero invernale, tranquillo e non troppo ripido, è in parte modificato per fare spazio ad una pista da slittino. Malga Fevri offre uno scenario mozzafiato sulle dolomiti di Brenta e sui ghiacciai dell'Adamello, della Presanella e sul Carè Alto. Continuando si raggiunge in breve la sommità del monte Spinale dove si trovano due stazioni di risalita che scaricano vagonate di colorati sciatori e un rifugio festaiolo all'ultima moda (Chalet Fiat). Il ritorno si effettua o sul percorso dell'andata (consigliato perché più sicuro e tranquillo ) o lungo la pista da sci e da malga Montagnoli in giù sul sentiero "Gian Vittorio". Si tenga presente che nel secondo caso, per evitare di attraversare la pista da sci, si dovrà scendere stando sul suo lato sinistro
Come arrivare: giunti a Madonna di Campiglio si seguono le indicazioni per gli impianti dello Spinale, posti nella parte nord del paese. Parcheggio nel parking Spinale posto vicino al laghetto. Si continua a piedi verso nord per qualche centinaio di metri fino a quando la strada inizia una larga curva a sinistra. Da lì parte una stradina che conduce alla chiesa di Santa Maria Antica
La costruzione di Santa Maria Antica risale all'epoca della visita dell'imperatore Francesco Giuseppe a Madonna di Campiglio
Vicino alla chiesa una statua di S.Francesco segna l'inizio del percorso del "Cantico delle Creature" che si segue in parte fino raggiungere, sulla sinistra, un passaggio privato che passando dietro lo Chalet dei Pini sbuca in via Campanile Basso
Ora si sale su questa stradina fino a quando sulla destra appare la pista rossa che scende dallo Spinale. Attraverso una fessura nella rete di protezione la si attraversa con cautela raggiungendo un segnavia
La pista rossa Spinale diretta che bisogna attraversare e il segnaviaOra si sale su questa stradina fino a quando sulla destra appare la pista rossa che scende dallo Spinale. Attraverso una fessura nella rete di protezione la si attraversa con cautela raggiungendo un segnavia
Prima indicazione del sentiero dell'Imperatrice
Dall'altra parte delle valle scorgiamo il mitico canalone Miramonti legato ad una delle più famose gare di sci alpino, la 3Tre
La pista è ben battuta ma sono utili i ramponcini per poter camminare spediti. Di tanto in tanto dobbiamo lasciare il passo a degli sciatori che preferiscono questa stretta stradina di servizio per raggiungere Campiglio. Il perché lo capiremo una volta raggiunto quel punto illuminato della pista
Il baratro che si apre sotto di noi è il tratto finale della Direttissima dello Spinale ed è chiamato "Muro Schumacher" in onore del famoso pilota tedesco. Raggiunge il 70% di pendenza e mette a dura prova gli spigoli degli sci ma è una sfida per molti irresistibile. Il nostro sentiero diventa qui un punto di sosta e riflessione per gli sciatori prima del tuffo finaleLa foto rende solo in parte la reale pendenza della pista
Poco sopra raggiungiamo Piazza Imperatrice, un punto panoramico che domina la conca di Campiglio
Qui Sissi amava sostare e ammirare il panorama sedendosi su un masso (Sasso della Sissi) che riporta incisa la scritta “A memoria-Erinnerung 6-14 sett. 1889” (il primo dei due soggiorni di Sissi a Campiglio). L'imperatrice era una grande camminatrice e amante delle montagne. Nel suo diario scrisse: "Sulle cime più alte e solitarie io riesco a respirare più liberamente, mentre altri si sentirebbero perduti”. La piazzetta si trova a circa 40 minuti dal paese
Qui Sissi amava sostare e ammirare il panorama sedendosi su un masso (Sasso della Sissi) che riporta incisa la scritta “A memoria-Erinnerung 6-14 sett. 1889” (il primo dei due soggiorni di Sissi a Campiglio). L'imperatrice era una grande camminatrice e amante delle montagne. Nel suo diario scrisse: "Sulle cime più alte e solitarie io riesco a respirare più liberamente, mentre altri si sentirebbero perduti”. La piazzetta si trova a circa 40 minuti dal paese
Prima nascoste dagli alberi ora finalmente le montagne cominciano a farsi vedere in tutto il loro splendore. Da sinistra: il monte Ritorto 2411 m, al centro cima Nambrone 2625 m e a destra monte Pancugolo 2276 m
Continuando raggiungiamo la stazione a valle dello Spinale 2 dove termina la pista di slittino che scende dallo Spinale seguendo il percorso della forestale. Ci immettiamo allora sul nuovo sentiero, più ripido e stretto
Si risale il versante boscoso dello Spinale in costante pendenza. Anche qui i ramponcini ci sono utili mentre le ciaspole restano anche oggi nello zaino
Dopo circa 3 Km dalla partenza e un'ora di cammino usciamo dal bosco nei pressi di una selletta
Ci fermiamo spesso ad ammirare il panorama che si fa sempre più vasto. Ben visibile sono la piana di Patascoss, la val di Nambino con l'omonima cima
Dietro la selletta ci appare Malga Fevri circondata da un paesaggio straordinario. Non siamo soli perché preceduti da un gruppetto di lombardi con guida
Malga Fevri è composta da uno stallone, una porcilaia e una casina
Sotto il tetto della malga troviamo due tavoli con delle panche e ne approfittiamo per fare una spuntino. Vicino alla malga è stata tracciata la pista di slittino proveniente dallo Spinale. Le slitte ricordano altri tempi e non sono invadenti
La malga è antica, se ne parla già in un documento del 1583. La Comunità delle Regole di Spinale e Manez è una proprietà collettiva costituita da terreni e beni immobili
Dopo lo spuntino decidiamo sul da farsi. La scelta di arrivare sul soprastante Spinale si rivelerà però deludente per l'affollamento e la discesa lungo le piste. Meglio sarebbe stato restare qui e godersi il panorama ritornando per il percorso dell'andata
Saliamo ancora per una buona mezz'ora su questo pendio su una traccia segnalata con dei bastoni rossiMalga Fevri. Sullo sfondo il Crozzon di Brenta e i Fracingli
Un gruppo di ragazzi con lo slittino si gode il panorama. Sullo sfondo da sinistra cima Grosté, cima Falkner, cima Sella e cima Brenta

Malga Fevri e la pista per slittino dal monte Spinale
La partenza dallo Spinale
Mentre a malga Fevri regnava un silenzio quasi assoluto qui sullo Spinale ritroviamo l'ambiente tipico delle nostre spiagge
Nonostante sia un giorno feriale di gennaio c'è un sacco di gente. Si sentono parlare spesso l'inglese, il russo e altre lingue. La media dell'età è molto giovane. Si tratta perlopiù di gruppi organizzati che vengono per la settimana bianca
Vicino allo chalet Fiat, ovvero il rinnovato rifugio Spinale, sono esposte delle auto cingolate. Lo chalet, molto chic, non ha niente a che vedere con l'idea che si ha di un rifugio di montagna
Ci allontaniamo in fretta dalla cima scendendo lungo la pista. Sullo sfondo il passo del Grosté, a sinistra la Pietra Grande e cima Vagliana Volendo stare al sole restiamo sul lato destro della pista ma questo ci costringerà per tre volte ad attraversarla
La diretta dello Spinale è una pista rossa
Raggiungiamo malga Montagnoli ormai nell'ombra
La malga è un punto di ristoro per gli sciatori. Presso la malga sono parcheggiati i gatti delle nevi che assicurano la manutenzione quotidiana delle piste
Sotto la malga sulla sinistra si vede il grande bacino artificiale "Montagnoli" che serve ad alimentare i cannoni sparaneve in caso di scarsità di materia prima. Poco sotto sempre sulla sinistra e dopo aver attraversato la pista entreremo nel bosco seguendo il sentiero battuto "Gian Vittorio" (senza segnaletica) che ci riporterà in breve al segnavia iniziale
La mappa del nostro giro è segnata in rossoScarica la traccia gps da Wikiloc
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