
Lunghezza: 10,15 Km
Dislivello: 801 m.
Tempo in movimento: 6h
Altitudine max: 2494 m.
Difficoltà: medio
Attenzione: l'inizio della registrazione del percorso con il mio gps avviene poco dopo aver lasciato il rifugio Cauriol quindi nel calcolo complessivo bisogna tenere conto del tratto dal parcheggio al punto di inizio della registrazione che è di 1,7 km (3,4 km tra andata e ritorno) con un dislivello di 190 m.
In totale l'escursione dunque è lunga 13,5 Km con un dislivello di 991 m.
Era da molto tempo che avevo messo questa montagna nell'elenco delle must to do per varie ragioni, la principale legata al grande valore storico che ricopre, essendo stata teatro di una delle più sanguinose battaglie svoltesi sui Lagorai nella prima guerra mondiale. L'altro motivo è che non conoscevo questo settore dei Lagorai. Sul Cauriol sarebbe opportuno andarci dopo aver letto qualcosa su quanto avvenne qui più di100 anni fa, un modo per onorare quanti vi hanno perso la vita e anche perché l'escursione diventa allora la lettura dal vivo di una pagina di storia. A questo proposito suggerisco la lettura di questa pagina o di questa o di questa.
L'anello prevede la salita sulla via italiana e la discesa dalla via austriaca. Il percorso fino a passo Sadole è di tipo escursionistico mentre il tratto che porta a Selletta Carteri è più ripido e si svolge su terreno franoso e accidentato e ciò rende la salita faticosa. Dalla selletta alla cima del Cauriol il sentiero non è ben definito ed è facile perderlo ma gli ometti segnati in rosso permettono di ritrovare facilmente la giusta direzione. Attenzione a qualche passaggio esposto. Dalla cima il panorama sui Lagorai ed i gruppi dolomitici è decisamente impressionante. Il Cauriol, come tutti i Lagorai, conserva intatto il suo carattere di montagna selvaggia e arcigna e ne dà prova anche la discesa sulla via austriaca, sconvolta in alcuni punti dalle frane e faticosa per via dei grossi massi che tagliano il ritmo della camminata. In compenso la val Sadole regala scorci bucolici, ampie radure con mucche al pascolo e con un rio dove poter immergere i piedi accaldati.
Per via del terreno franoso evitate i giorni dopo la pioggia e scegliete una giornata asciutta e stabile. Sia il rifugio che la malga sono ottimi punti di ristoro. Nel rifugio sono conservati numerosi cimeli di guerra raccolti sui luoghi di battaglia.
Escursione effettuata il 6.8.2024



Come arrivare: da Ziano di Fiemme si seguono le indicazioni per il rifugio Cauriol e la val Sadole. Dopo 8 km di strada spesso tortuosa ma in gran parte asfaltata si arriva al parcheggio gratuito. Da lì si segue la forestale (sentiero 320) o volendo si può seguire una scorciatoia che portandosi sul versante sinistro della valle conduce alla malga

Lascio il parcheggio, quota 1500 m. antistante il rifugio alle 9 di una giornata soleggiata di inizio agosto. Non sono previste precipitazioni durante il giorno

Seguo la strada forestale che coincide con il sentiero 320 e dopo un pò sulla sinistra vedo apparire l'inconfondibile sagoma piatta della Pala del Cardinal

Dopo 25' sono in vista del rifugio Cauriol e di malga Sadole. Non mi fermo e proseguo lungo la forestale della val Sadole che da qui comincia a salire

Mi viene in mente che non ho acceso ancora il mio gps e corro ai ripari. Intanto mi ritrovo in compagnia di un gruppetto di capre che mi seguirà lungo un bel tratto di strada

9h40: raggiungo il bellissimo pascolo delle Maddalene dopo aver attraversato su un ponticello il rio Sadole. Scorgo intanto sulla destra la parete nord del Piccolo Cauriol

Durante la guerra dal fondovalle partivano le funicolari che andavano a rifornire le truppe imperiali attestate sulle cime

Ora la mulattiera prosegue affiancando il corso del torrente

Ore 10: sono in vista della testata della valle. Sulla sinistra, poco visibile da qui, si trova il Baito del Marino

Il Baito del Marino a quota 1815 segna l'inizio della salita vera. Qui nasce anche il torrente Sadole. In alto a sinistra la meta di oggi, il Cauriol

Ora il sentiero sale per tornantini sul versante sinistro della valle e una volta raggiunta quota 1900 si riporta al centro della valle. Attraverso una zona di grandi massi porfirici e di sfasciumi coperti parzialmente dalla vegetazione. In primo piano il Piccolo Cauriol e dietro il Cauriol

10h40: sono al Pian del Maseron, dove si incontrano la via italiana (a destra) e la via austriaca (a sinistra). Seguo quella italiana aprendo così l'anello del Cauriol

La via italiana si dirige inizialmente verso nord e sale a lungo fino a raggiungere un tornante. Da lì vira a sud con percorso piuttosto rettilineo e poco ripido raggiungendo passo Sadole

Intersezione con il sentiero diretto al Castello delle Aie 2440 m.

Poco prima del passo incrocio il 321, sentiero alpinistico attrezzato Don Martino Delugan, uno dei più bei sentieri dei Lagorai

11h45: sono in vista del passo. Si vedono i resti di numerosi baraccamenti militari. Dopo il ritiro dal fondovalle nel 1915 gli austro-ungarici si erano arroccati sulle cime più alte e strategiche dei Lagorai come il Cauriol e passo Sadole, antico passo che collegava la val di Fiemme con il Vanoi, fu fortificato e occupato dalle unità imperiali

Dal passo ora seguo il 302 che contorna per intero il versante sud est del Piccolo Cauriol 2393 m.

Capitello votivo a passo Sadole

Ad un tratto appare la grande mole di Cima d'Asta 2847 m. Il basso la val Cia confluisce con la valle del Vanoi

11h25: arrivato a questo masso abbandono il 302 diretto a malga Coldosè di sotto e imbocco il sentiero per il Cauriol

Il tortuoso sentiero risale l'erto vallone chiamato Busa della Neve perché qui la neve indugia anche nei mesi estivi. E' da queste aspre balze che partirono dal 23 al 27 agosto 1916 gli attacchi sferrati dai soldati dei battaglioni Feltre, Valbrenta e Monrosa alla cima del Cauriol

Sulla selletta visibile in alto e sul Piccolo Cauriol (a sinistra) erano appostate le mitragliatrici austriache

Duranti gli attacchi ogni anfratto e masso fu utile per avanzare verso la cima

Gli attacchi dei battaglioni continuarono giorno e notte e grazie al supporto dall'artiglieria alpina da 65 mm la sera del 27 agosto riuscirono ad avere la meglio conquistando la selletta, rinominata poi Carteri dal nome del sottotenente che qui perse la vita. Alle 19,50 anche la a vetta del Cauriol veniva conquistata e le truppe del tenente Schmilauer, dopo aver lanciato un'ultima carica di bombe a mano, furono costrette alla fuga ritirandosi precipitosamente verso passo Sadole

12h13: una volta sulla Selletta Carteri resta da affrontare l'ultima salita al Cauriol. Il sentiero come detto si sfilaccia in varie tracce franose per cui meglio fare affidamento agli "omenetti" marcati con il tipico colore rosso e bianco

Gli sfasciumi franosi del Cauriol che in dialetto trentino significa capriolo

Bisogna fare attenzione anche ai massi instabili

Guardando verso la Selletta Carteri si scorge il sentiero della via austriaca che seguirò nel ritorno. Sullo sfondo il Castel delle Aie

Il Piccolo Cauriol, questo sperone roccioso al di là della selletta dove gli austriaci avevano posizionato le loro mitragliatrici, rimase sempre in mano austriaca. Il 3 settembre da lì gli austro-ungarici, rinfrancati dall'arrivo di truppe fresche di Landesschützen, sferrarono una potente offensiva per riconquistare la cima. L'attacco fu respinto con grandi perdite. Due colpi corti dell'obice da 305mm che tirava da Ziano di Fiemme caddero in mezzo alle truppe austriache: fu un massacro e il comando austriaco ordinò l'ordine di desistere dall'attacco e tenere le posizioni raggiunte. Il Cauriol rimase in mani italiane fino alla sconfitta di Caporetto, autunno1917

Un passaggio un po' esposto. Sullo sfondo cima d'Asta

12h51: a quasi 4h dalla partenza sono in vetta (2494 m.) Tiro il fiato e leggo le lapidi commemorative

La stessa lapide con la croce di vetta. A causa dei violenti bombardamenti la cima del Cauriol si abbassò di 6 metri


I battaglioni Val Brenta, il Feltre e il Monrosa furono i principali artefici della conquista del Cauriol

La val Sadole dal Cauriol. Sulla destra il Cardinal con la sua Sforcella

La lunga catena dei Lagorai con in primo piano il Cardinal e cima Busa Alta

Zoom su la val Sadole, Predazzo con il Latemar e il Catinaccio sullo sfondo. Si capisce l'importanza strategica del Cauriol, possibile porta d'accesso per gli italiani verso Bolzano e Trento. In realtà la presa del Cauriol non diede luogo a nessun sfondamento di fronte ma si limitò ad essere la conquista di una montagna simbolica che costò la vita a circa 10000 soldati italiani e altrettanti austriaci

Gli italiani nei mesi successivi la presa del Cauriol cercarono di consolidare la vittoria conquistando le cime vicine (Cauriol Piccolo, Cardinal, Cima Busa Alta) ma i tentativi furono interrotti dall'arrivo dell'inverno e la guerra si trasformò in una guerra di posizione. L'inverno 1916/17 fu particolarmente rigido e causò molte vittime per le valanghe. Furono scavate gallerie, costruite baracche in legno, camminamenti, scale in pietra, posti di guardia, postazioni per artiglieria e poste file di reticolati

I combattimenti ripresero nell'estate del 1917 ma la rotta di Caporetto bloccò ogni tentativo di conquista e le truppe italiane furono costrette al ritiro. In basso la Sforcella del Cardinal

Artax si riposa dopo la fatica


Anche per gli imperiali era strategico il possesso del Cauriol. Da qui infatti si domina tutto il Vanoi, l'intera val Cia, Passo Sadole e la sua valle che all'epoca rappresentava un'importante via di comunicazione

13h30: e' tempo di ritornare a valle

La val Cia. Si scorge in lontanza il passo 5 Croci

In primo piano la selletta Carteri e il Piccolo Cauriol. Dietro prosegue la catena dei Lagorai

13h54: sono di nuovo alla selletta e imbocco la via austriaca

Il selvaggio versante nord del Cauriol

Il sentiero che scende nel vallone è piuttosto accidentato e in alcuni punti è stato interrotto da delle frane. Procedo lentamente per via dei grandi massi, alcuni sono instabili. Anche qui conviene, più che al tracciato, fidarsi della segnaletica rossa e bianca



14h50: sono nel vallone sotto la Sforcella del Cardinal dove mi aspetta l'antica mulattiera austriaca diretta al Pian del Maseron e al passo

La mulattiera è ancora in buono stato e posso procedere ora di buon passo

Al Pian del Maseron chiudo l'anello del Cauriol e ritorno sul 320

15h50: sono di nuovo sul fondovalle. Approfitto della corrente del rio Sadole per rinfrescarmi i piedi

Pian delle Maddalene


16h50: Dopo aver comperato del formaggio di capra presso la malga mi concedo un cappuccino e dello yogurt alle castagne al rifugio


E' stata una escursione faticosa ma molto appagante quella di oggi. La consiglio vivamente a tutti coloro che amano la storia e i Lagorai
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