Il monastero di Sabiona (Kloster Säben) a Chiusa



Lunghezza: 4,44 Km
Tempo in movimento: 1h30
Altitudine max: 739 m.
Difficoltà: facile
Dislivello: 276 m.

Il Monastero di Sabiona, Kloster Säben, è molto più di una semplice meta escursionistica sopra Chiusa; rappresenta il cuore spirituale del Tirolo. Conosciuto storicamente come la "Rupe Sacra", questo complesso ha un'importanza fondamentale essendo stato  per cinque secoli la prima sede dei vescovi della regione, ben prima che il centro del potere venisse trasferito a Bressanone. Salendo lungo i sentieri che dominano la valle si percepisce immediatamente il prestigio di questo sito, che per oltre un millennio è stato un faro spirituale e politico per l'intera popolazione locale. Dopo l'abbandono da parte delle suore benedettine nel 2021, che avevano custodito la struttura per secoli, il monastero ha iniziato un nuovo capitolo della sua storia. Dal settembre 2024, la vita monastica è tornata a fiorire grazie all'insediamento di un monaca cistercense  provenienti dall'Abbazia di Heiligenkreuz, vicino a Vienna.







Dopo aver trovato un parcheggio gratuito, lungo il Tinnenbach (torrente Tina), proprio all'ingresso del borgo, ci troviamo subito immersi in un panorama che riassume perfettamente l'anima di Chiusa. Davanti a noi, lo sguardo corre oltre il ponte e risale immediatamente il pendio della montagna, dove il monastero di Sabiona domina la scena dalla sua imponente rocca. Sotto spicca la massiccia Schloss Branzoll (Torre del Capitano), che un tempo sorvegliava l'accesso alla città e oggi ci ricorda il passato amministrativo e militare di questo centro strategico della Valle Isarco



Il percorso verso la "rupe sacra" inizia tra le vie del borgo. Ci si ritrova subito davanti a un bivio di sentieri, segnalato da cartelli in legno che indicano varie direzioni, tra cui il suggestivo "Percorso Sabiona" e il celebre "Sentiero del Castagno".



Seguiamo queste indicazioni



La salita vera e propria ha un inizio quasi solenne: in una piazzetta che conserva intatta la sua anima medievale, il sentiero si infila sotto un arco di pietra grezza. Proprio sopra il varco, un antico crocifisso ligneo sembra benedire il cammino dei viandanti. Da qui parte la scalinata lastricata, scandita dalle stazioni della Via Crucis. Per salire al monastero si impiegano circa 45 minuti



Quando iniziamo la salita buona parte del paese è ancora immersa nell'ombra fredda del mattino. In alto, sospesa sopra le case e i boschi, corre l'autostrada del Brennero appoggiata su alti piloni che tagliano il paesaggio in modo netto. È un contrasto incredibile: da una parte il silenzio dei vicoli medievali e del sentiero di pietra, dall'altra la lunga striscia di cemento che rappresenta la modernità





La chiesa di Sant'Andrea 



La chiesa di Nostra Signora, la prima delle quattro del monastero, sovrasta con la sua forma ottagonale la cinta muraria



Questa torre di guardia faceva parte del complesso sistema di difesa della rocca e serviva a controllare il passaggio dei viandanti che risalivano il sentiero. Passandoci accanto, si percepisce tutta la forza della "fortezza monastero".
Dal punto di vista politico, Sabiona è stata per secoli il vero cuore del potere nel Tirolo centrale. La sua posizione sulla rupe, a picco sulla Valle Isarco, non servì solo a stare in isolamento e preghiera, ma anche a controllare dall'alto tutto il territorio. Chi governava qui aveva in mano il passaggio tra il mondo tedesco e l'Italia, una delle strade più importanti d'Europa per soldati e mercanti. All'epoca, religione e politica erano la stessa cosa: il Vescovo si comportava come un vero signore feudale, riscuoteva le tasse e decideva le leggi, rendendo questa rocca il centro di comando di tutte le Alpi circostanti.



Il monastero di Sabiona si sviluppa su più livelli che comunicano tra loro per mezzo di un suggestivo sistema di percorsi acciottolati e scale in pietra che seguono l'andamento naturale della rupe. Sul  primo si trova la Chiesa di Nostra Signora a pianta ottagonale costruita da Martin Dellai tra il 1652 e il 1658. E' un gioiello barocco che con le sue linee eleganti rompe l'austerità del  contesto medievale. Il giorno della nostra visita era chiusa



Il campanile della chiesa di Nostra Signora. E' s
pesso identificata o associata strettamente alla Cappella delle Grazie o Cappella di Santa Maria, che sorge proprio accanto ad essa sulle fondamenta di quella che era la chiesa più antica della rupe.






La doppia anima di Sabiona si vede chiaramente nell'architettura del complesso, che sembra un incrocio tra una chiesa e una fortezza inespugnabile. Le mura imponenti e le fortificazioni servivano a proteggere il centro della diocesi da eventuali attacchi.  



Una volta raggiunta la parte alta della rocca, la vista cambia completamente e si apre verso nord, guardando i prati e i pascoli di Villandro e Lazfons. Da questa posizione privilegiata si capisce perché questo posto sia stato scelto fin dall'antichità: domina tutta la valle e permette di scorgere in lontananza le vette dei monti Sarentini, come la cima innevata di San Cassiano che chiude l'orizzonte 



Chiusa sorge nella media Valle Isarco, un corridoio naturale di vitale importanza dove l'omonimo fiume, che nasce dal Passo del Brennero, scorre verso sud fino a confluire nell'Adige presso Bolzano. La stretta valle è caratterizzata da versanti scoscesi coltivati a vigneti e fitti boschi di conifere. Il paesaggio è segnato dal passaggio della A22, l'autostrada del Brennero



Verso nord la vista scende lungo i versanti ripidi sotto la rupe, dove i vigneti ben curati riposano ordinati sotto il sole invernale. In questo periodo dell'anno i filari disegnano geometrie perfette tra i muretti a secco e le cascine isolate. Fin dal Medioevo, infatti, i monaci di Sabiona e i contadini locali hanno trasformato questi terreni impervi in giardini produttivi, rendendo la valle Isarco famosa per la qualità dei suoi vitigni. All'interno della cinta muraria anche il monastero di Sabiona ospita un vigneto. Coltivato con grande dedizione, beneficia di un microclima unico e di un'esposizione solare privilegiata



Dopo aver superato le ultime stazioni della Via Crucis, il sentiero ci conduce finalmente all'ingresso al complesso di Sabiona: davanti a noi si apre una galleria scavata direttamente nella roccia viva, sormontata da alte mura merlate



Oltrepassare quella galleria scavata nella roccia regala davvero la sensazione di entrare in un mondo a parte, protetto da secoli di storia e silenzio. Sabiona, come detto, non è nata solo come luogo di preghiera, ma come una vera e propria cittadella fortificata: la galleria fungeva da passaggio obbligato e facilmente difendibile, tipico delle strutture militari medievali che dovevano filtrare gli ingressi alla rocca



Entrando nella piazzetta interna, la Chiesa del Monastero si presenta con una facciata rosa molto elegante, con tre finestre centrali e una nicchia che ospita la statua dorata di un angelo. Il complesso di Sabiona ha assunto il suo volto definitivo alla fine del Seicento, quando nel 1687 fu fondato il monastero benedettino femminile. Per oltre tre secoli, una comunità iniziata con 30 monache ha vissuto e custodito questo luogo sacro, proteggendone l'integrità e la spiritualità secondo le regole dell'ordine (ora et labora et lege). Questa lunghissima storia si è conclusa solo recentemente, nel 2021, quando le ultime religiose hanno lasciato la rupe, consegnandoci un patrimonio architettonico e umano rimasto praticamente intatto nel tempo.



La fontana, chiamata Fontana del Giubileo, si trova in un angolo davanti alla Chiesa del Convento. Commissionata nel 1986 per i 300 anni del monastero, la fontana di Martin Rainer è ricca di simbolismi legati alla storia sacra del monte



Dopo un breve periodo di silenzio, dal 2024 la vita spirituale della "Rupe Sacra" è ripresa grazie all'insediamento di un monaco circestense.  Padre Kosmas Thielmann è l'unico monaco che vive stabilmente nel monastero. Risiede lì insieme al suo cane e svolge il ruolo di cappellano per i pellegrini, celebrando la messa quotidiana e occupandosi dell'accoglienza





Situata sul livello più alto dell'abbazia, la Chiesa di Santa Croce ha ricoperto per circa quattro secoli il prestigioso ruolo di cattedrale della diocesi di Sabiona, finché, intorno all'anno 1000, la sede episcopale non venne trasferita a Bressanone



Da questa posizione elevata, l'edificio domina l'intero complesso monastico e offre una vista panoramica sulla cittadina di Chiusa e sulla Valle Isarco



Chiusa vista dalla rupe. La rupe di Sabiona si innalza per circa 200 metri a strapiombo sopra la cittadina di Chiusa.
Questa prominenza naturale, circondata da vigneti è nota anche come "l'Acropoli del Tirolo"





Tra le pareti rocciose di Sabiona e il centro abitato di Chiusa, lo spazio è talmente ridotto che tutte le principali vie di comunicazione si trovano a scorrere parallelamente in pochi metri di larghezza



Il monastero di Sabiona visto dal sentiero che scende verso il paese sul versante opposto



Situata poco sopra il paese, la Schloss Branzoll, la Torre del Capitano, è un luogo che nasconde una storia molto diversa da quella dei soliti eroi locali. Qui lavorava come segretario Michael Gaismair, l'uomo che nel 1525 guidò una grande rivolta dei contadini. La sua figura è quasi un "tabù" per chi celebra solo Andreas Hofer, perché Gaismair non combatteva per l'Imperatore, ma voleva una società più giusta e democratica, arrivando a sfidare i potenti del suo tempo con idee rivoluzionarie per l'epoca. Considerato un pericoloso ribelle dai potenti, fu costretto a fuggire e morì assassinato a Padova nel 1532 da sicari inviati dagli Asburgo



Ritorniamo nella piazzetta medioevale da dove eravamo partiti



Concludiamo la nostra visita con una passeggiata tra i vicoli stretti di Chiusa che si sviluppano proprio sotto la rupe di Sabiona. Il centro storico è famoso per le sue tipiche case colorate in stile tirolese, decorate con balconcini ed eleganti finestre a bovindo. Questa architettura curata e le insegne in ferro battuto rendono il borgo uno dei più affascinanti della Valle Isarco. 



Nel 2002 Chiusa è entrata nel novero dei borghi più belli d'Italia. Oltre all'aspetto estetico, il borgo è stato scelto per il suo profondo legame con l'arte e la storia: è infatti nota come la "Città degli Artisti" perché ha ospitato personalità come Albrecht Dürer, che nel 1494 scelse proprio la veduta di Chiusa come sfondo per la sua celebre opera Das große Glück.



Il bassorilievo, 
murato sulla parete esterna della chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, commemora la battaglia per la libertà del Tirolo combattuta nel 1809. Al centro si vedono, in ginocchio, il sindaco della città, Josef Anton Perlath e alla sua sinistra due ufficiali francesi.
L´intervento di Perlath salvò Chiusa dalla minaccia francese di incendio e saccheggio della città (5 dicembre 1809)
12.1.2024





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