
Lunghezza: 7 km
Dislivello: 275 m.
Tempo in movimento: 1h40
Altitudine max: 593
Difficoltà: facile
L'itinerario circolare di circa 6 chilometri prende il via parcheggio situato nella zona sportiva di Sant'Antonio, a Caldaro. Lasciato l'abitato, il sentiero si immerge nella natura protetta del biotopo, dove la forza erosiva del Rio Pausa ha modellato nel tempo la roccia vulcanica di porfido quarzifero tipica di questa zona. Il percorso entra nel vivo raggiungendo la spettacolare Gola del Rastenbach, un ambiente caratterizzato da un microclima fresco e umido che favorisce la crescita di una fitta vegetazione di muschi e felci, offrendo al contempo un habitat ideale per diverse specie di pipistrelli. Lungo questa tratta, possiamo ammirare suggestive cascate e sostare in un punto panoramico che regala una vista mozzafiato sulla profondità della forra e sul lago di Caldaro. L'escursione continua tra boschi e scorci panoramici, mantenendosi tra un'altitudine minima di 444 metri e una massima di 593 metri, prima di fare ritorno al punto di partenza a Sant'Antonio, completando così un anello che unisce geologia e natura
22/10/2024

Dal parcheggio seguiamo un pò questa stradina asfaltata che contorna dei campetti da calcio fino ad arrivare a un grande prato. Da lì gireremo a sinistra accostando un laghetto. Seguiamo il sentiero della Pace (Friedensweg)

Il laghetto è un angolo di natura calmo e selvaggio, con acque dal colore verde che riflettono le tonalità calde degli alberi autunnali. Sulla superficie si notano grandi ciuffi d’erba che spuntano come piccole isole, un lungo tronco caduto che galleggia pigramente e diverse foglie secche sparse qua e là

Il Sentiero della Pace (conosciuto anche come Friedensweg) si sviluppa nel Bosco di Castelvecchio (Altenburger Wald), un'area dove il clima mite del lago incontra la frescura della gola e si distingue per la ricchezza del suo ecosistema boschivo

Avvolti dalla quiete del bosco, con il fruscio dei nostri passi sulle foglie secche come solo rumore, sbuchiamo davanti a uno stagno parzialmente nascosto da un fitto tappeto di ninfee e piante acquatiche

Uno tubo di gomma risale il tronco di un albero per far ricadere l'acqua dall'alto: il getto rompe la quiete dello specchio d'acqua, disegnando ipnotici cerchi concentrici che si allargano lentamente sulla superficie dello stagno

La cascatella ha anche il compito di ossigenare l'acqua del laghetto

Nel bosco si intersecano diversi sentieri, noi seguiremo il n.1 diretto alla gola del Rastenbachklamm, la gola del Rio Pausa. In tedesco il termine rasten che significa "riposare" o "fare una sosta".




Il biotopo sopra la gola del Rastenbach è un'area protetta di circa 9 ettari che racchiude un ecosistema prezioso e diversificato. Nonostante la sua estensione limitata, è considerato un vero e proprio "scrigno" di biodiversità per l'Alto Adige. In pochi ettari convivono ambienti caldi e secchi ideali per la roverella e il castagno insieme a zone profondamente fresche e umide che favoriscono la crescita di muschi rari, licheni e lussureggianti felci. Questa varietà ambientale offre rifugio a una fauna specializzata, tra cui spiccano le salamandre pezzate che popolano i bordi dei ruscelli e diverse specie di pipistrelli che svernano nelle antiche gallerie minerarie

Questa è la prima cascata che fa il rio Pausa e da qui inizia una lunga serie di passerelle che ci porteranno nella gola

In questo tratto del percorso il bosco si stringe intorno al torrente Rio Pausa. L'umidità costante favorisce la crescita di muschi verde brillante sulle rocce di porfido e di rigogliose felci

La passerella che stiamo attraversando è fondamentale per proseguire in sicurezza: ci permette di superare i punti più scoscesi del terreno e ci conduce direttamente nel cuore della Gola del Rastenbach. Seguendola, scendiamo gradualmente verso le spettacolari cascate principali e le caratteristiche scalinate metalliche, guidandoci infine verso l'uscita della gola in direzione del Lago di Caldaro

La vegetazione cresce nei punti più audaci, sfidando la verticalità delle pareti rocciose, mentre le felci dominano il paesaggio con le loro grandi fronde verdi che amano l'umidità della gola. Ci troviamo immersi in un ambiente dove ogni sporgenza è occupata da muschi e piante pioniere

All'interno della forra, le pareti di roccia trattengono l'umidità e proteggono dal sole diretto, mantenendo temperature fresche e costanti. Questo effetto serra al contrario, permette lo sviluppo di una vegetazione rigogliosa e tipica di zone molto più umide. Il bosco che attraversiamo è in parte lasciato alla sua evoluzione naturale. Gli alberi secolari, cadendo, creano habitat per muschi e licheni che ricoprono ogni superficie, proprio come accadrebbe in una giungla


La passerella ci guida verso il basso, dove il sentiero si prepara ad aprirsi verso la parte più profonda e scenografica della gola, rivelandoci poco a poco la potenza del Rio Pausa


In questo tratto la forra si allarga, svelando davanti a noi una parete verticale di roccia porfirica. È un momento di respiro nel percorso: la vegetazione, che finora ci aveva avvolti da vicino, sembra farsi da parte per lasciare spazio alla nuda pietra, dove le piante più audaci riescono comunque a trovare dimora nelle piccole fessure

Continuando a scendere passiamo sotto a un'altra cascata del Rastenbach

Eccoci arrivati all'ultima passerella, il punto in cui la gola sembra volerci trattenere ancora un istante prima di svelare la sua sorpresa.
Appena lasciata la passerella pianeggiante, il sentiero cambia ritmo e si tuffa letteralmente nel cuore della Gola Rastenbach. Una serie di scale metalliche a chiocciola e a rampa discende i ripidi salti di roccia, portandoci gradualmente verso il fondo della forra

Davanti ai nostri occhi si spalanca l'intera valle dell'Adige, con i suoi vigneti ordinati e l'azzurro del Lago di Caldaro. Passiamo dal cuore profondo della terra a una libertà visiva assoluta

Da questo punto la vista è davvero straordinaria e non si può non notare il forte contrasto tra i due mondi che abbiamo davanti. Alle nostre spalle lasciamo la natura selvaggia e incontaminata della gola, con le sue rocce scure, il fragore delle cascate e quel disordine perfetto della foresta primordiale

Il nostro viaggio prosegue ora con l'ultima fatica: il percorso di ritorno ci impegna in una salita caratterizzata da ripide serpentine che si arrampicano sul fianco della montagna. Passo dopo passo, riconquistiamo quota fino a rientrare nel bosco, lasciandoci alle spalle il fragore del torrente. Il nostro sentiero attraversa via Castelvecchio e poi scende verso il parcheggio a fianco della strada

Di fronte al nostro parcheggio si trova il Parco Avventura Caldaro, una struttura perfettamente integrata nel bosco. È uno dei parchi avventura più grandi ed emozionanti della zona, caratterizzato da numerose piattaforme in legno installate sugli alti fusti degli alberi

Offre una grande varietà di stazioni con diversi livelli di difficoltà, adatte sia ai bambini che agli adulti esperti.
Le strutture sono circondate da un fitto bosco di latifoglie e conifere, dove i visitatori si muovono tra passerelle, ponti tibetani e carrucole

La zona ritratta nella mappa è chiamata Oltradige (in tedesco Überetsch) perché indica geograficamente l'area che si trova "oltre" il fiume Adige rispetto a Bolzano. Si estende ai piedi della costiera della Mendola ed è separata dalla Valle dell'Adige dal rilievo boscoso del Monte di Mezzo, la collina boscosa (alta circa 690 metri) che si allunga da nord a sud, fungendo da "divisorio" naturale tra la valle dell'Adige (dove scorre il fiume) e la zona dell'Oltradige (dove si trovano Caldaro e Appiano)

Sulla mappa che abbiamo consultato si trova un messaggio molto significativo riguardo alla storia locale. La scritta spiega che, durante il periodo fascista, nel territorio dell'attuale Sudtirolo vennero imposti oltre 8.000 toponimi "pseudoitaliani" per rinominare paesi, montagne e fiumi, con l'obiettivo di italianizzare rapidamente la regione. Il testo prosegue con una riflessione importante: noi italiani del XXI secolo prendiamo le distanze dal nazionalismo dei nostri antenati. Il messaggio si conclude con una richiesta di scuse ai sudtirolesi per quello che viene definito un "crimine culturale", ovvero la falsificazione di migliaia di nomi originali tedeschi e ladini nella loro terra

Abbiamo tempo di fare un salto in paese. La Piazza Principale di Caldaro è il cuore storico del borgo, un salotto all'aperto circondato da palazzi eleganti e insegne tradizionali in ferro battuto. Dominata dal maestoso campanile gotico della Parrocchiale (alto 72,5 metri), la piazza rappresenta il perfetto equilibrio tra la vivacità della vita quotidiana e la secolare cultura del vino che caratterizza tutta la zona dell'Oltradige

Uno degli elementi più caratteristici della piazza è l'antica insegna in ferro battuto che raffigura un cavallo bianco, L'insegna del "Cavallo Bianco" (in tedesco Zum Weissen Rössl) appartiene allo storico palazzo che ospita l'omonimo albergo e ristorante, situato proprio sulla Piazza Principale di Caldaro

Un antico palazzo in via Goldgasse, via D'Oro. Si tratta di una residenza nobiliare tra le più significative di Caldaro, facilmente riconoscibile per il suo intonaco rosso scuro e le caratteristiche grate alle finestre

Il palazzo appartiene storicamente alla nobile famiglia dei Lutterotti. Proprio qui nacque il monaco benedettino e storico Nikolaus von Lutterotti.

Dal parcheggio seguiamo un pò questa stradina asfaltata che contorna dei campetti da calcio fino ad arrivare a un grande prato. Da lì gireremo a sinistra accostando un laghetto. Seguiamo il sentiero della Pace (Friedensweg)

Il laghetto è un angolo di natura calmo e selvaggio, con acque dal colore verde che riflettono le tonalità calde degli alberi autunnali. Sulla superficie si notano grandi ciuffi d’erba che spuntano come piccole isole, un lungo tronco caduto che galleggia pigramente e diverse foglie secche sparse qua e là

Il Sentiero della Pace (conosciuto anche come Friedensweg) si sviluppa nel Bosco di Castelvecchio (Altenburger Wald), un'area dove il clima mite del lago incontra la frescura della gola e si distingue per la ricchezza del suo ecosistema boschivo

Avvolti dalla quiete del bosco, con il fruscio dei nostri passi sulle foglie secche come solo rumore, sbuchiamo davanti a uno stagno parzialmente nascosto da un fitto tappeto di ninfee e piante acquatiche

Uno tubo di gomma risale il tronco di un albero per far ricadere l'acqua dall'alto: il getto rompe la quiete dello specchio d'acqua, disegnando ipnotici cerchi concentrici che si allargano lentamente sulla superficie dello stagno

La cascatella ha anche il compito di ossigenare l'acqua del laghetto

Nel bosco si intersecano diversi sentieri, noi seguiremo il n.1 diretto alla gola del Rastenbachklamm, la gola del Rio Pausa. In tedesco il termine rasten che significa "riposare" o "fare una sosta".




Il biotopo sopra la gola del Rastenbach è un'area protetta di circa 9 ettari che racchiude un ecosistema prezioso e diversificato. Nonostante la sua estensione limitata, è considerato un vero e proprio "scrigno" di biodiversità per l'Alto Adige. In pochi ettari convivono ambienti caldi e secchi ideali per la roverella e il castagno insieme a zone profondamente fresche e umide che favoriscono la crescita di muschi rari, licheni e lussureggianti felci. Questa varietà ambientale offre rifugio a una fauna specializzata, tra cui spiccano le salamandre pezzate che popolano i bordi dei ruscelli e diverse specie di pipistrelli che svernano nelle antiche gallerie minerarie

Questa è la prima cascata che fa il rio Pausa e da qui inizia una lunga serie di passerelle che ci porteranno nella gola

In questo tratto del percorso il bosco si stringe intorno al torrente Rio Pausa. L'umidità costante favorisce la crescita di muschi verde brillante sulle rocce di porfido e di rigogliose felci

La passerella che stiamo attraversando è fondamentale per proseguire in sicurezza: ci permette di superare i punti più scoscesi del terreno e ci conduce direttamente nel cuore della Gola del Rastenbach. Seguendola, scendiamo gradualmente verso le spettacolari cascate principali e le caratteristiche scalinate metalliche, guidandoci infine verso l'uscita della gola in direzione del Lago di Caldaro

La vegetazione cresce nei punti più audaci, sfidando la verticalità delle pareti rocciose, mentre le felci dominano il paesaggio con le loro grandi fronde verdi che amano l'umidità della gola. Ci troviamo immersi in un ambiente dove ogni sporgenza è occupata da muschi e piante pioniere

All'interno della forra, le pareti di roccia trattengono l'umidità e proteggono dal sole diretto, mantenendo temperature fresche e costanti. Questo effetto serra al contrario, permette lo sviluppo di una vegetazione rigogliosa e tipica di zone molto più umide. Il bosco che attraversiamo è in parte lasciato alla sua evoluzione naturale. Gli alberi secolari, cadendo, creano habitat per muschi e licheni che ricoprono ogni superficie, proprio come accadrebbe in una giungla


La passerella ci guida verso il basso, dove il sentiero si prepara ad aprirsi verso la parte più profonda e scenografica della gola, rivelandoci poco a poco la potenza del Rio Pausa


In questo tratto la forra si allarga, svelando davanti a noi una parete verticale di roccia porfirica. È un momento di respiro nel percorso: la vegetazione, che finora ci aveva avvolti da vicino, sembra farsi da parte per lasciare spazio alla nuda pietra, dove le piante più audaci riescono comunque a trovare dimora nelle piccole fessure

Continuando a scendere passiamo sotto a un'altra cascata del Rastenbach

Eccoci arrivati all'ultima passerella, il punto in cui la gola sembra volerci trattenere ancora un istante prima di svelare la sua sorpresa.
Il moderno sistema di passerelle e scalinate metalliche è stato realizzato tra il 1996 e il 2000. Questo intervento è andato di pari passo con la creazione dell'intero Sentiero della Pace (Friedensweg). Prima di quegli anni, il passaggio attraverso la forra era molto più impervio e limitato
Appena lasciata la passerella pianeggiante, il sentiero cambia ritmo e si tuffa letteralmente nel cuore della Gola Rastenbach. Una serie di scale metalliche a chiocciola e a rampa discende i ripidi salti di roccia, portandoci gradualmente verso il fondo della forra

Davanti ai nostri occhi si spalanca l'intera valle dell'Adige, con i suoi vigneti ordinati e l'azzurro del Lago di Caldaro. Passiamo dal cuore profondo della terra a una libertà visiva assoluta

Da questo punto la vista è davvero straordinaria e non si può non notare il forte contrasto tra i due mondi che abbiamo davanti. Alle nostre spalle lasciamo la natura selvaggia e incontaminata della gola, con le sue rocce scure, il fragore delle cascate e quel disordine perfetto della foresta primordiale
Davanti a noi, invece, si apre la placida e tranquilla superficie del lago, circondata da una natura più addomesticata e ordinata, ma comunque armoniosa

Continuando a scendere, arriviamo nel punto più profondo del percorso, proprio sotto la cascata più alta, che compie un salto spettacolare di oltre 30 metri. Qui ci sentiamo davvero piccoli di fronte alla forza dell'acqua del Rio Pausa che cade con un fragore fortissimo, creando una nebbia fresca che ci bagna il viso


Iniziamo la risalita abbandonando il fondo della forra. Mentre prendiamo quota raggiungiamo un punto panoramico che ci lascia senza fiato: da qui la Gola del Rastenbach si mostra finalmente in tutta la sua selvaggia e primordiale bellezza

Il punto panoramico sulla forra. Da qui lo sguardo sprofonda nel verde cupo, dove la vegetazione è così fitta e rigogliosa che sembra davvero di osservare un paesaggio di qualche angolo remoto della Tasmania. Le pareti di roccia e il groviglio di alberi e felci creano un quadro naturale intatto e primordiale

Una delle piattaforme panoramiche a sbalzo sulla roccia

La piattaforme sono un punto privilegiato e spesso affollato anche nei giorni feriali. Una avvertenza: durante la discesa lungo le ripide scalinate metalliche della Gola del Rastenbach, è necessario prestare attenzione alle zampe dei cani, poiché le unghie possono incastrarsi negli interstizi della griglia che forma il piano di calpestio

Continuando a scendere, arriviamo nel punto più profondo del percorso, proprio sotto la cascata più alta, che compie un salto spettacolare di oltre 30 metri. Qui ci sentiamo davvero piccoli di fronte alla forza dell'acqua del Rio Pausa che cade con un fragore fortissimo, creando una nebbia fresca che ci bagna il viso


Iniziamo la risalita abbandonando il fondo della forra. Mentre prendiamo quota raggiungiamo un punto panoramico che ci lascia senza fiato: da qui la Gola del Rastenbach si mostra finalmente in tutta la sua selvaggia e primordiale bellezza

Il punto panoramico sulla forra. Da qui lo sguardo sprofonda nel verde cupo, dove la vegetazione è così fitta e rigogliosa che sembra davvero di osservare un paesaggio di qualche angolo remoto della Tasmania. Le pareti di roccia e il groviglio di alberi e felci creano un quadro naturale intatto e primordiale
Una delle piattaforme panoramiche a sbalzo sulla roccia
La piattaforme sono un punto privilegiato e spesso affollato anche nei giorni feriali. Una avvertenza: durante la discesa lungo le ripide scalinate metalliche della Gola del Rastenbach, è necessario prestare attenzione alle zampe dei cani, poiché le unghie possono incastrarsi negli interstizi della griglia che forma il piano di calpestio

Il nostro viaggio prosegue ora con l'ultima fatica: il percorso di ritorno ci impegna in una salita caratterizzata da ripide serpentine che si arrampicano sul fianco della montagna. Passo dopo passo, riconquistiamo quota fino a rientrare nel bosco, lasciandoci alle spalle il fragore del torrente. Il nostro sentiero attraversa via Castelvecchio e poi scende verso il parcheggio a fianco della strada

Di fronte al nostro parcheggio si trova il Parco Avventura Caldaro, una struttura perfettamente integrata nel bosco. È uno dei parchi avventura più grandi ed emozionanti della zona, caratterizzato da numerose piattaforme in legno installate sugli alti fusti degli alberi

Offre una grande varietà di stazioni con diversi livelli di difficoltà, adatte sia ai bambini che agli adulti esperti.
Le strutture sono circondate da un fitto bosco di latifoglie e conifere, dove i visitatori si muovono tra passerelle, ponti tibetani e carrucole

La zona ritratta nella mappa è chiamata Oltradige (in tedesco Überetsch) perché indica geograficamente l'area che si trova "oltre" il fiume Adige rispetto a Bolzano. Si estende ai piedi della costiera della Mendola ed è separata dalla Valle dell'Adige dal rilievo boscoso del Monte di Mezzo, la collina boscosa (alta circa 690 metri) che si allunga da nord a sud, fungendo da "divisorio" naturale tra la valle dell'Adige (dove scorre il fiume) e la zona dell'Oltradige (dove si trovano Caldaro e Appiano)

Sulla mappa che abbiamo consultato si trova un messaggio molto significativo riguardo alla storia locale. La scritta spiega che, durante il periodo fascista, nel territorio dell'attuale Sudtirolo vennero imposti oltre 8.000 toponimi "pseudoitaliani" per rinominare paesi, montagne e fiumi, con l'obiettivo di italianizzare rapidamente la regione. Il testo prosegue con una riflessione importante: noi italiani del XXI secolo prendiamo le distanze dal nazionalismo dei nostri antenati. Il messaggio si conclude con una richiesta di scuse ai sudtirolesi per quello che viene definito un "crimine culturale", ovvero la falsificazione di migliaia di nomi originali tedeschi e ladini nella loro terra

Abbiamo tempo di fare un salto in paese. La Piazza Principale di Caldaro è il cuore storico del borgo, un salotto all'aperto circondato da palazzi eleganti e insegne tradizionali in ferro battuto. Dominata dal maestoso campanile gotico della Parrocchiale (alto 72,5 metri), la piazza rappresenta il perfetto equilibrio tra la vivacità della vita quotidiana e la secolare cultura del vino che caratterizza tutta la zona dell'Oltradige

Uno degli elementi più caratteristici della piazza è l'antica insegna in ferro battuto che raffigura un cavallo bianco, L'insegna del "Cavallo Bianco" (in tedesco Zum Weissen Rössl) appartiene allo storico palazzo che ospita l'omonimo albergo e ristorante, situato proprio sulla Piazza Principale di Caldaro

Un antico palazzo in via Goldgasse, via D'Oro. Si tratta di una residenza nobiliare tra le più significative di Caldaro, facilmente riconoscibile per il suo intonaco rosso scuro e le caratteristiche grate alle finestre

Il palazzo appartiene storicamente alla nobile famiglia dei Lutterotti. Proprio qui nacque il monaco benedettino e storico Nikolaus von Lutterotti.
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