Le Piramidi del Renon



Lunghezza: 10,2 Km
Dislivello:496 m.
Tempo in movimento: 2 h
Altitudine max: 1494 m.
Difficoltà: facile

Il punto di partenza del nostro itinerario è il borgo di Longomoso 1134 m, in tedesco Lengmoos. Questo centro abitato vicino a Collalbo sull'altipiano del Renon, è caratterizzato da un'atmosfera d'altri tempi e dominato dall'imponente struttura della Commenda dell'Ordine Teutonico, un edificio che fin dal Medioevo accoglie viandanti e pellegrini.
Da qui, il percorso si snoda inizialmente in salita attraverso un paesaggio che alterna tratti boscosi a radure silenziose, conducendo verso lo Stagno di Caminata a 1345 metri di altitudine. Questo specchio d'acqua, noto anche come Kemater Weiher, rappresenta un angolo idilliaco e tranquillo, ideale per una breve sosta immersi nella vegetazione montana. Noi ci siamo andati in febbraio ed era in gran parte coperto dalla neve e dal ghiaccio.
Continuando l'ascesa, si raggiunge località Tann che, con i suoi 1489 metri, costituisce il punto più elevato e panoramico dell'intera escursione. In questa zona il paesaggio alpino ad est si apre completamente, offrendo una vista spettacolare sulle vette delle Dolomiti: all'orizzonte si stagliano infatti i profili inconfondibili delle Odle, del dente dello Sciliar e del massiccio del Sassolungo e del Sassopiatto. Il sentiero prosegue poi in leggera discesa verso l'area dedicata al benessere della Cura Kneipp, situata a circa 1436 metri, dove è possibile rigenerarsi seguendo il percorso d'acqua circondato dal verde. Poco distante si incontra il Bad Siess Restaurant, a 1427 metri, dove i prati e i pascoli dell'altopiano creano un'atmosfera rurale tipicamente altoatesina, arricchita da zone relax e dalla presenza di animali che rendono il luogo perfetto per una pausa ristoratrice. Da qui l'itinerario degrada verso la parte più celebre e geologicamente affascinante del tour: la gola del Rio Fosco. È in questa fase finale che si possono ammirare le piramidi di terra, bizzarre formazioni di argilla dal caratteristico colore rosato o biancastro che possono raggiungere i 30 metri di altezza e sono protette da un masso superiore che funge da cappello. Infine, il sentiero si conclude rientrando a Longomoso chiudendo un anello di circa 10 chilometri che unisce la bellezza del paesaggio a fenomeni naturali unici in Europa.







Partiamo da Longomoso sul sentiero 35a, poi 35b e subito siamo confrontati a zone ghiacciate che rallentano il passo e mettono alla prova il nostro equilibrio. Colpa anche nostra per aver dimenticato i rampocini a casa



Sull'altopiano del Renon l'esposizione al sole gioca un ruolo fondamentale nella persistenza del manto nevoso. I pascoli aperti, come quelli che si attraversano verso la località Tann, tendono a liberarsi velocemente grazie all'irraggiamento diretto, mentre i tratti nel bosco o i versanti settentrionali conservano la neve e il ghiaccio molto più a lungo. Il profilo dello Sciliar che si staglia all'orizzonte è inconfondibile da questa posizione. La prospettiva dal Renon è privilegiata perché permette di apprezzare l'intera mole del massiccio, con la sua caratteristica forma a "tavoliere" che termina bruscamente con le due punte gemelle, la Santner e la Euringer. Dietro lo Sciliar si scorge anche la mole del Sassopiatto e del Sassolungo



Passiamo nei pressi di un maso in località Flanderer. Il proprietario, abituato a vedere passare la gente, non si cura di noi anche perchè intento a tagliare legna



Ad un incrocio prendiamo il sentiero 29 che ci conduce verso questo ampio prato curatissimo in direzione di località Kematen, Camminata in italiano



Chiediamo informazioni a questo simpatico signore che risponde alle nostre domande in modo perfetto, infatti è una guida turistica che sta portando a spasso un gruppetto di persone



Il campanile di questa chiesetta colpisce per la sua interpretazione estrema del concetto di angolo acuto, tipico delle cuspidi ogivali alpine. La sua struttura si assottiglia con una verticalità così esasperata che sembra voler competere in audacia con le vette dolomitiche circostanti. Questa linea slanciata crea un richiamo visivo diretto con le guglie del massiccio dello Sciliar



Verso sud est il panorama si articola in tre parti: a sinistra le creste frastagliate del Latemar, al centro l'imponente mole della Pala di Santa e a destra il Corno Bianco e il Corno Nero, simili per altezza ma contrapposti nel colore per la differente origine geologica



Attraversando un susseguirsi di boschi e luminose radure, il sentiero, ora il 28, si snoda in un piacevole saliscendi fino a raggiungere lo stagno di Caminata (Kematner Weiher). Lo stagno è un piccolo biotopo protetto situato a circa 1.345 metri. Questo specchio d'acqua rappresenta un tassello fondamentale dell'ecosistema locale, rifugio per diverse specie di anfibi e piante acquatiche tipiche delle zone umide alpine. Durante i mesi invernali, la sua superficie ghiaccia completamente, trasformando il paesaggio in uno scenario silente e suggestivo che riflette i boschi circostanti. Storicamente, gli stagni di questa zona non avevano solo una funzione ecologica, ma venivano utilizzati dagli abitanti locali per la raccolta del ghiaccio o come riserva d'acqua per il bestiame durante il periodo del pascolo.



In costante modesta ascesa, il sentiero punta ora verso nord. Ad un certo punto il sentiero 28 va ad innestarsi sul sentiero 1 in direzione di località Tann, immergendosi in un paesaggio che alterna fitti boschi a improvvise aperture panoramiche



Tann è il punto più alto dell'escursione, situato a 1.488 metri in una posizione dominante e soleggiata. Questo avamposto alpino, noto per il Waldhotel Tann, funge da balcone naturale che offre una vista panoramica vastissima sulla Valle d'Isarco e sulle Dolomiti. Circondato da boschi di abeti e larici, rappresenta un importante nodo escursionistico e un luogo di confine tra il paesaggio rurale e la natura selvaggia del Corno del Renon



Il sentiero 8 scende dolcemente da Tann attraverso un bosco secolare di conifere verso il percorso Kneipp. Si tratta di un'area dedicata all'idroterapia naturale, basata sui principi del medico tedesco Sebastian Kneipp, che utilizza il potere curativo dell'acqua fredda di montagna. Il cuore del sito è costituito da vasche in pietra e passerelle di legno dove è possibile camminare a piedi nudi nell'acqua corrente o su superfici con diverse consistenze naturali, come sassi, corteccia e muschio.
Continuando a scendere arriviamo al Gasthaus Bad Siess. Situato a circa 1.450 metri di altitudine, è una storica locanda di montagna che gode di una delle posizioni più spettacolari e soleggiate di tutto l'altopiano del Renon. Questa struttura è celebre non solo per l'accoglienza tradizionale, ma soprattutto per la sua terrazza panoramica che offre una vista a 360 gradi sulle Dolomiti, spaziando dalle Odle allo Sciliar fino al massiccio del Catinaccio. Il nome stesso, "Bad Siess", rivela le antiche radici del luogo come stazione termale e curativa di alta montagna. Storicamente era noto per i suoi bagni rinfrescanti e per l'aria purissima, elementi che ancora oggi lo rendono una meta rigenerante per gli escursionisti. Ci fermiamo sulle sue panche all'aperto per pranzare





Accanto alla locanda si trova una piccola cappella alpina, un luogo di pace caratterizzato da un'architettura sobria in legno e pietra. La presenza di cappelle private presso i masi dell'Alto Adige affonda le radici in una combinazione di necessità pratiche, devozione religiosa e status sociale che ha modellato il paesaggio rurale per secoli. Storicamente, molti masi si trovavano in posizioni isolate, distanti ore di cammino dalla chiesa parrocchiale più vicina; la costruzione di una cappella di famiglia permetteva ai contadini, ai loro familiari e ai servitori di riunirsi quotidianamente per la preghiera e la recita del rosario senza dover affrontare lunghi e faticosi spostamenti, specialmente durante i rigidi mesi invernali



I cavalli di razza norica possono pascolare a Bad Siess anche in pieno inverno grazie alla posizione privilegiata del Renon. L'esposizione a sud garantisce un soleggiamento costante che scioglie rapidamente la neve, rendendo l'erba sempre accessibile. La straordinaria robustezza di questa razza locale permette agli animali di vivere all'aperto in salute, contribuendo contemporaneamente alla naturale manutenzione dei prati





Il vastissimo panorama che si gode dalla locanda, unito alla rinomata cucina tradizionale, fanno del Bad Siess un punto di sosta e una delle mete più famose dell'intero altopiano del Renon



Seguendo il sentiero 24, la discesa si fa più marcata mentre ci addentriamo nella valle sottostante di Longostagno (Lengstein). Il paesaggio qui muta nuovamente: i pascoli aperti e dorati dell'inverno, dove abbiamo salutato i cavalli norici, lasciano il posto a una prospettiva più intima sulla valle



Il sentiero taglia i pendii erbosi punteggiati da antichi masi in pietra e legno, testimoni di un'architettura rurale che sfida il tempo



Camminando in questa direzione, lo sguardo è costantemente accompagnato dal profilo monumentale dello Sciliar, che domina l'orizzonte con la sua inconfondibile forma



Zoom sul Sassopiatto e il Sassolungo



A sud verso il Corno Bianco e Corno Nero



Nella discesa lungo la parte più chiusa della valle, la vista di alcuni masi meno favoriti offre una testimonianza silenziosa e potente del passato rurale della zona. Queste strutture, diversamente dai masi ricchi e grandi come il Bad Siess che potevano contare su un'esposizione privilegiata e terreni fertili, richiamano un'epoca in cui la vita per molti nuclei isolati dell'Alto Adige era governata da un'economia di pura sussistenza 





Più sotto ad un incrocio seguiremo il 24a che ci porterà sulla SP73, la strada che conduce a Longomoso 



Sull'altro versante del rio Fosco il villaggio di Mittelberg (Mezzavia) appare come un presepe alpino adagiato sui pendii soleggiati, dominato dall'inconfondibile campanile a cipolla in stile barocco della chiesa di San Nicolò. Questa cupola rossa, tipica di molte chiese tirolesi, funge da punto di riferimento visivo costante durante la discesa



Il villaggio rappresenta l'essenza dell'insediamento rurale altoatesino, dove le case e i masi si raggruppano attorno al nucleo religioso per sfruttare al meglio l'esposizione solare del versante. Raggiunta l'intersezione con la provinciale continuiamo sul sentiero 24a che la costeggia portandoci infine ad un punto panoramico sulle piramidi del Renon



Le piramidi di terra del Renon hanno un'origine geologica affascinante che risale a circa 25.000 anni fa, quando i ghiacciai della zona depositarono grandi quantità di materiale morenico composto da argilla e sassi. La loro formazione avviene grazie a un particolare processo di erosione: l'argilla, che diventa fangosa con la pioggia, viene protetta dai grandi massi presenti nel terreno. Questi sassi fungono da ombrello, impedendo all'acqua di sciogliere il materiale sottostante e permettendo così la nascita di alte colonne di terra che crescono man mano che il terreno circostante viene eroso. Sullo sfondo il gruppo delle Odle



La caratteristica principale che rende uniche queste formazioni è la loro imponenza, dato che sono considerate le più alte ed eleganti dell'intero continente europeo, raggiungendo in alcuni casi i trenta metri d'altezza. Un'altra peculiarità del Renon è la varietà cromatica, poiché si possono osservare piramidi di un rosso intenso vicino a Longomoso, mentre nella zona di Auna di Sotto assumono una tonalità biancastra a causa della diversa composizione dei sedimenti. Si tratta di un fenomeno naturale in costante mutamento: quando una colonna diventa troppo sottile e il masso protettivo cade, la piramide si dissolve rapidamente, ma nel frattempo nuove strutture continuano a formarsi più a monte lungo lo stesso pendio.



Il punto panoramico sulle piramidi dista appena 700 metri dal parcheggio, rendendo la visita estremamente accessibile per chi desidera un percorso breve. Tuttavia, il nostro itinerario sceglie volutamente di posizionare le Piramidi di Terra del Renon come tappa conclusiva: un regalo finale che giunge dopo aver attraversato l'intero altopiano, collezionando scorci splendidi. Il percorso trasforma la vista del monumento naturale come coronamento ideale di un'escursione ricca di panorami dolomitici.
6/2/2024

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