Malga Spora da Andalo



Lunghezza: 10.9 Km
Dislivello: 809 m.
Tempo in movimento: 4h
Altitudine max: 1851 m.
Difficoltà: media

Il trekking parte da Maso Pegorar nei pressi di Andalo e si addentra inizialmente in una fitta foresta di conifere per poi aprirsi su pascoli d'alta quota dominati dal Piz Galin. Il percorso raggiunge la storica Malga Spora, un antico presidio dell'alpeggio nel Brenta che conserva un'atmosfera d'altri tempi grazie all'assenza di strade carrabili e alla sua posizione isolata nel cuore del gruppo. La malga funge da fondamentale crocevia sentieristico che connette itinerari verso il Rifugio Graffer, la Val di Non e Molveno. Tutta l'area è profondamente segnata dalla storica presenza dell'orso bruno, simbolo della natura selvaggia di queste valli e della secolare convivenza tra l'uomo e la fauna del Parco Naturale Adamello Brenta.



Maso Pegorar si trova nella parte alta dell'abitato di Andalo ed è facilmente raggiungibile sia a piedi che in auto; rappresenta la porta d'accesso principale per i sentieri che salgono verso Malga Spora e il Gruppo di Brenta. Partendo dal centro di Andalo, si può percorrere Via Crosare e successivamente Via Pegorar per circa un chilometro; il tragitto a piedi richiede circa quindici minuti di cammino in leggera salita, mentre in auto si completa in meno di cinque minuti. All'inizio del sentiero c'è un piccolo slargo che in stagione si riempie presto. Il alternativa si può parcheggiare presso il campo campo sportivo di Andalo, situato in via Pasighel





Il trek che conduce a Malga Spora si immerge dal suo inizio in uno dei contesti più autentici e selvaggi delle Dolomiti di Brenta. Il sentiero numero 301, sentiero del Pegorar, che inizia dal caratteristico Maso Pegorar 1050 m., si inerpica inizialmente attraverso una fitta foresta di conifere



Il sentiero si sviluppa inizialmente con una salita decisa e costante all'interno del fitto bosco di conifere sovrastante Andalo, per poi concedere respiro con pendenze più dolci man mano che si sale di quota. Lungo l'ascesa, il tracciato interseca ripetutamente le strade forestali locali fino a confluire nella carreggiata principale che conduce verso Malga Dagnola Bassa. Giunto al bivio con il 323 entra pianeggiante nel tratto esposto della Sega Alta



La Val Sporeggio che il 301 attraversa stando sul suo versante destro è una valle laterale del Gruppo di Brenta con un'impronta selvaggia.
Caratterizzata da imponenti pareti verticali e folti boschi, la valle ha basato per secoli la propria economia locale sullo sfruttamento del legname e sull'alpeggio



L'elemento peculiare della Val Sporeggio è però il suo profondo antico legame con l'orso bruno, di cui rappresenta uno degli habitat storici più antichi. La morfologia aspra del territorio, ricca di anfratti e zone inaccessibili, ha permesso al grande plantigrado di trovare qui rifugio e protezione nel corso dei secoli, rendendo questa zona un simbolo della convivenza tra l'attività umana, come la pastorizia tradizionale di Malga Spora, e la conservazione della fauna selvatica all'interno del Parco Naturale Adamello-Brenta





Dall'altra parte della valle si scorge nitidamente l'abitato di Spormaggiore, adagiato su un ampio terrazzo soleggiato. Il paese è celebre per ospitare un'importante area protetta dedicata alla fauna selvatica, il Parco Faunistico di Spormaggiore, che accoglie diversi esemplari di plantigradi in condizioni seminaturali. Questa struttura non è solo una meta turistica, ma un centro fondamentale per la conservazione e l'educazione ambientale dove è possibile osservare l'orso bruno europeo all'interno di un vasto habitat naturale. L'area offre rifugio anche ad altri predatori alpini, come il lupo e la lince



Dopo l'incrocio con il 353 inizia il tratto più adrenalinico del nostro sentiero lungo la cengia della Sega Alta



La Sega Alta è un passaggio suggestivo e quasi pianeggiante intagliato nella roccia sotto il monte Daniola, dove la vegetazione si dirada offrendo una vista mozzafiato sulla val Sporeggio, la Valle di Non e sulle pareti calcaree del Brenta, prima di puntare verso la storica conca di Malga Spora. Mentre il sentiero corre stretto sopra i precipizi della Val Sporeggio, sopra le nostre teste si innalza un' immensa parete di dolomia che sovrasta il percorso a strapiombo



In questo punto il sentiero si restringe sensibilmente e si snoda lungo una stretta passerella naturale scavata nella roccia, sospesa verticalmente sopra selvaggia Val di Sporeggio. Per garantire la massima sicurezza agli escursionisti, il tratto più esposto è attrezzato con un cavo d'acciaio che funge da corrimano



All'uscita della cengia raggiungiamo la sorgente di Fontana Fredda che anche in estate permette di rinfrescarsi e riempire le borracce



Dopo aver superato la sorgente l'itinerario raggiunge un importante crocevia dove si innesta il sentiero 302, che scende verso Selvapiana e l'abitato di Spormaggiore. Questo percorso si sviluppa lungo il versante orografico sinistro della Val Sporeggio e costituisce una valida alternativa al sentiero 301 per chi desidera variare il tragitto di rientro o esplorare un diverso lato della valle



Il tratto che segue il bivio con il sentiero 302 è una salita più impegnativa e costante, dove la vegetazione cambia progressivamente fisionomia. All'inizio, il sentiero si addentra in un bosco fitto e d'alto fusto dominato da abeti rossi e larici; tuttavia, man mano che si guadagna quota, gli alberi iniziano a diradarsi e a diventare più bassi, lasciando spazio a macchie di pino mugo e a una visuale più aperta sulle guglie rocciose circostanti. In questo tratto, sulla sinistra, si stacca una traccia meno marcata: si tratta di un sentierino di raccordo che punta verso l'alto per ricongiungersi con il sentiero 353. Noi continuiamo invece sul 301 fino a raggiungere la conca della malga chiamata il Campo della Spora



L'importanza di Malga Spora risiede anche nel suo ruolo cruciale di snodo sentieristico all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta. Grazie alla sua posizione centrale, funge da collegamento vitale tra diversi itinerari di rilievo: da qui è possibile proseguire verso il Rifugio Graffer attraverso paesaggi quasi lunari, scendere verso Spormaggiore o Cavedago, valicare passo Clamer e scendere in val delle Seghe oppure valicare i Passi Dagnola o Lasteri per raggiungere Andalo e Molveno. Questa rete di percorsi la rende anche una tappa fondamentale del celebre Brenta Trek, attirando gli escursionisti che cercano la traversata integrale del gruppo montuoso. Sulla destra in alto, non visibile sulla foto, si trovano malga Cavedago e il bivio del sentiero 338 per la val dei Cavai



La conca di Malga Spora si presenta come un vasto anfiteatro naturale d'alta quota, situato a 1855 metri di altitudine nel cuore del Gruppo di Brenta. La montagna che domina in modo così verticale e imponente la conca, proprio sopra la malga è il Crozzon della Spora. Questo anfiteatro naturale raccoglie l'acqua ai piedi delle grandi pareti del Brenta settentrionale, creando un ambiente sospeso e silenzioso, lontano da qualsiasi strada carrabile



Malga Spora, il cui nome deriva da quello della valle sottostante, è di proprietà del Comune di Spormaggiore. Non è un rifugio alpino tradizionale, ma conserva la sua identità di alpeggio attivo. Proprio per questa sua natura legata alla vita pastorale, l'accoglienza e i servizi di ristoro e pernotto dipendono dal periodo di permanenza stagionale del malgaro in quota. Apre in genere verso il 20 di giugno e chiude a metà settembre



Malga Spora vanta una storia antichissima, essendo da secoli stata monticata con continuità per il pascolo del bestiame durante i mesi estivi. La sua struttura originaria e l'isolamento geografico testimoniano una vita d'alpeggio rimasta fedele ai ritmi del passato: è infatti una delle pochissime malghe non ancora raggiunte da strade carrabili, preservando così un'atmosfera di isolamento e tranquillità



Malga Spora è un alpeggio di notevoli dimensioni che ha la capacità di ospitare circa 100 capi di bestiame durante la stagione estiva. Questa capienza riflette l'importanza storica e produttiva della malga, che dispone di ampi pascoli pianeggianti in grado di sostenere un numero così elevato di animali

Per il ritorno percorreremo di nuovo il sentiero dell'andata, il 301.

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