
Lunghezza: 12,1 Km
Dislivello: 446 m.
Tempo in movimento: 3h20
Altitudine max: 1916 m.
Difficoltà: facile
In autunno la Val di Fumo diventa un quadro naturale dai colori caldi e spettacolari. Risalendo dal parcheggio di Malga Bissina verso il rifugio, i pascoli si tingono di oro e i boschi di larice diventano di un giallo intenso, risaltando contro il grigio delle rocce e il bianco delle prime nevicate sul Carè Alto. Lungo il fiume Chiese, i cespugli di mirtillo e rododendro colorano il terreno di un rosso acceso, creando un contrasto unico con l'azzurro dell'acqua e del cielo. Questa camminata, immersa nel silenzio e nella pace della montagna, offre un'esperienza visiva indimenticabile, ideale per chi cerca la bellezza della natura in questa stagione. Il sentiero da seguire è il 240. Quasi sempre pianeggiante, è ideale anche per famiglie.
15/10/2024

Da Tione di Trento si procede lungo la strada statale SS237 in direzione sud fino all'abitato di Pieve di Bono. Qui si svolta seguendo le indicazioni per la Valle di Daone e si risale l'intera vallata lungo la strada provinciale SP21. Si superano i vari villaggi e il lago di Malga Boazzo, proseguendo fino alla fine della strada dove si trova l'ampio parcheggio presso la diga di Malga Bissina. Il tragitto richiede circa 50 minuti di guida

Il Lago di Malga Bissina accoglie i visitatori con una maestosità che colpisce fin dal primo sguardo, apparendo come un immenso specchio d'acqua incastonato tra le aspre pareti granitiche dell'Adamello. Nonostante la sua origine artificiale, dovuta alla costruzione della grande diga negli anni Cinquanta, il bacino si è integrato perfettamente nel paesaggio, diventando un elemento iconico che definisce l'ingresso alla Val di Fumo. La sua superficie, spesso increspata da una leggera brezza di montagna, riflette i colori del cielo e delle vette circostanti, creando giochi di luce che cambiano drasticamente con il passare delle ore

Dominando l’orizzonte verso est mentre si risale la Val di Fumo, il Carè Alto si staglia come un’imponente piramide di granito e ghiaccio, e rappresenta una delle vette più spettacolari dell’intero Gruppo dell'Adamello. Con i suoi 3462 metri è un vero e proprio "monumento" alla storia. Durante la Grande Guerra, la montagna fu teatro di epiche imprese tecniche e umane, ospitando postazioni militari a quote altissime tra i ghiacci

Ci incamminiamo sul sentiero 240 che costeggia il lago in direzione del rifugio Val di Fumo. La Val di Fumo fa parte del Gruppo dell'Adamello, un imponente massiccio montuoso celebre per le sue caratteristiche rocce granitiche (tonalite) e per ospitare il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane. Si trova all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino, una vasta area protetta nota per i suoi paesaggi selvaggi e incontaminati che ricordano il Canada. È una classica valle glaciale

A differenza delle vicine Dolomiti, qui non si trova la roccia sedimentaria chiara, ma la tonalite, un granito grigio e solido che conferisce alle vette un aspetto austero e maestoso

Abbandonato il tratto lacustre che si svolge in piano, ci aspetta un tratto in leggera salita. Dopo pochi minuti arriviamo a malga Breguzzo. Un tempo, la malga non era solo un edificio in pietra, ma il fulcro della vita estiva dei pastori della Valdaone, che portavano qui le mandrie per sfruttare i ricchi pascoli d'alta quota durante i mesi più caldi. La sua costruzione risale agli anni 50 e allora ospitava un bar ormai chiuso da tempo

Nei pressi della malga il fiume Chiese forma una deliziosa cascata


Entriamo in una vasta zona di pascolo pianeggiante dove spiccano i mughi, pini arbustivi tipici delle quote elevate che incorniciano il sentiero e il piccolo ponte di legno


L'origine del nome "Val di Fumo" potrebbe derivare dalle nuvole basse che, toccando le vette granitiche, somigliano al fumo. Un'altra ipotesi, più verosimile, riguarda gli incendi appiccati storicamente dai pastori per liberare i pascoli dai mughi o durante antichi conflitti di confine tra Trentino e Lombardia

Dopo 1h30/2h e circa 5,5 km raggiungiamo il ponte che precede l'unico tratto in salita per arrivare al rifugio

Il rifugio è circondato da un boschetto di larici

Il larice è la pianta dominante sui versanti della valle

A sinistra si scorge la malga Val di Fumo

Per arrivare al rifugio dal ponte c'è solo di un dislivello di 100 m.

Il Rifugio Val di Fumo, situato a 1.918 metri di altitudine, è una storica costruzione alpina caratterizzata da una solida struttura in pietra granitica e legno. L'edificio presenta le imposte bianche e azzurre, i colori della SAT (Società Alpinisti Tridentini), che spiccano contro le pareti in pietra


Oltre il rifugio, la valle, di chiara origine glaciale, continua per un buon tratto fino a raggiungere le imponenti pareti granitiche che chiudono l'anfiteatro naturale, culminando verso il Passo di Val di Fumo e le vedrette che scendono dal Carè Alto e dalle Lobbie

Il fiume Chiese nasce dai ghiacciai dell'Adamello, precisamente dalla Vedretta di Fumo a circa 3.400 metri di quota. Nella sua prima parte attraversa la Val di Fumo e la Valle di Daone, dove le sue acque vengono raccolte nei bacini artificiali di Malga Bissina e di Malga Boazzo. Prosegue poi il suo cammino verso sud fino a tuffarsi nel Lago d'Idro, per poi uscirne e percorrere tutta la Val Sabbia in territorio bresciano. Infine, dopo un viaggio di circa 160 chilometri, il fiume raggiunge la pianura e termina la sua corsa confluendo nel fiume Oglio

Nel ritorno attraversiamo di nuovo il ponte e passiamo vicino a malga Val di Fumo


Riattraversiamo di nuova la fitta mugheta. In inverno, la pernice bianca e altri uccelli d'alta quota (come il fagiano di monte o il gallo cedrone nelle zone più basse) sfruttano l'intreccio fitto dei rami del pino mugo per proteggersi dal freddo intenso rifugiandosi nelle piccole cavità dove l'aria è più calda


Il lago di Malga Bissina ospita diverse specie tipiche delle acque gelide d'alta quota, come la trota fario, la trota iridea e i salmerini alpini e di fonte

Il Lago di Malga Bissina è il più grande bacino artificiale della Val Daone, situato a 1.788 m. Creato nel 1957 con la costruzione di un'imponente diga lunga 560 metri, l'invaso può contenere fino a 60 milioni di metri cubi d'acqua destinati alla produzione di energia idroelettrica

Le acque del bacino di Malga Bissina alimentano un complesso sistema idroelettrico che scende lungo la Valle di Daone attraverso una serie di salti produttivi. Il primo passaggio avviene nella centrale di Malga Boazzo, situata a valle, da dove le acque vengono poi convogliate verso la grande centrale di Cimego. Infine, il flusso prosegue verso la centrale di Storo prima di tornare definitivamente nel letto del fiume e proseguire la sua corsa verso il Lago d'Idro.

Da Tione di Trento si procede lungo la strada statale SS237 in direzione sud fino all'abitato di Pieve di Bono. Qui si svolta seguendo le indicazioni per la Valle di Daone e si risale l'intera vallata lungo la strada provinciale SP21. Si superano i vari villaggi e il lago di Malga Boazzo, proseguendo fino alla fine della strada dove si trova l'ampio parcheggio presso la diga di Malga Bissina. Il tragitto richiede circa 50 minuti di guida

Il Lago di Malga Bissina accoglie i visitatori con una maestosità che colpisce fin dal primo sguardo, apparendo come un immenso specchio d'acqua incastonato tra le aspre pareti granitiche dell'Adamello. Nonostante la sua origine artificiale, dovuta alla costruzione della grande diga negli anni Cinquanta, il bacino si è integrato perfettamente nel paesaggio, diventando un elemento iconico che definisce l'ingresso alla Val di Fumo. La sua superficie, spesso increspata da una leggera brezza di montagna, riflette i colori del cielo e delle vette circostanti, creando giochi di luce che cambiano drasticamente con il passare delle ore

Dominando l’orizzonte verso est mentre si risale la Val di Fumo, il Carè Alto si staglia come un’imponente piramide di granito e ghiaccio, e rappresenta una delle vette più spettacolari dell’intero Gruppo dell'Adamello. Con i suoi 3462 metri è un vero e proprio "monumento" alla storia. Durante la Grande Guerra, la montagna fu teatro di epiche imprese tecniche e umane, ospitando postazioni militari a quote altissime tra i ghiacci

Ci incamminiamo sul sentiero 240 che costeggia il lago in direzione del rifugio Val di Fumo. La Val di Fumo fa parte del Gruppo dell'Adamello, un imponente massiccio montuoso celebre per le sue caratteristiche rocce granitiche (tonalite) e per ospitare il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane. Si trova all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino, una vasta area protetta nota per i suoi paesaggi selvaggi e incontaminati che ricordano il Canada. È una classica valle glaciale

A differenza delle vicine Dolomiti, qui non si trova la roccia sedimentaria chiara, ma la tonalite, un granito grigio e solido che conferisce alle vette un aspetto austero e maestoso

Abbandonato il tratto lacustre che si svolge in piano, ci aspetta un tratto in leggera salita. Dopo pochi minuti arriviamo a malga Breguzzo. Un tempo, la malga non era solo un edificio in pietra, ma il fulcro della vita estiva dei pastori della Valdaone, che portavano qui le mandrie per sfruttare i ricchi pascoli d'alta quota durante i mesi più caldi. La sua costruzione risale agli anni 50 e allora ospitava un bar ormai chiuso da tempo

Nei pressi della malga il fiume Chiese forma una deliziosa cascata


Entriamo in una vasta zona di pascolo pianeggiante dove spiccano i mughi, pini arbustivi tipici delle quote elevate che incorniciano il sentiero e il piccolo ponte di legno


L'origine del nome "Val di Fumo" potrebbe derivare dalle nuvole basse che, toccando le vette granitiche, somigliano al fumo. Un'altra ipotesi, più verosimile, riguarda gli incendi appiccati storicamente dai pastori per liberare i pascoli dai mughi o durante antichi conflitti di confine tra Trentino e Lombardia

Dopo 1h30/2h e circa 5,5 km raggiungiamo il ponte che precede l'unico tratto in salita per arrivare al rifugio

Il rifugio è circondato da un boschetto di larici

Il larice è la pianta dominante sui versanti della valle

A sinistra si scorge la malga Val di Fumo

Per arrivare al rifugio dal ponte c'è solo di un dislivello di 100 m.

Il Rifugio Val di Fumo, situato a 1.918 metri di altitudine, è una storica costruzione alpina caratterizzata da una solida struttura in pietra granitica e legno. L'edificio presenta le imposte bianche e azzurre, i colori della SAT (Società Alpinisti Tridentini), che spiccano contro le pareti in pietra


Oltre il rifugio, la valle, di chiara origine glaciale, continua per un buon tratto fino a raggiungere le imponenti pareti granitiche che chiudono l'anfiteatro naturale, culminando verso il Passo di Val di Fumo e le vedrette che scendono dal Carè Alto e dalle Lobbie

Il fiume Chiese nasce dai ghiacciai dell'Adamello, precisamente dalla Vedretta di Fumo a circa 3.400 metri di quota. Nella sua prima parte attraversa la Val di Fumo e la Valle di Daone, dove le sue acque vengono raccolte nei bacini artificiali di Malga Bissina e di Malga Boazzo. Prosegue poi il suo cammino verso sud fino a tuffarsi nel Lago d'Idro, per poi uscirne e percorrere tutta la Val Sabbia in territorio bresciano. Infine, dopo un viaggio di circa 160 chilometri, il fiume raggiunge la pianura e termina la sua corsa confluendo nel fiume Oglio

Nel ritorno attraversiamo di nuovo il ponte e passiamo vicino a malga Val di Fumo


Riattraversiamo di nuova la fitta mugheta. In inverno, la pernice bianca e altri uccelli d'alta quota (come il fagiano di monte o il gallo cedrone nelle zone più basse) sfruttano l'intreccio fitto dei rami del pino mugo per proteggersi dal freddo intenso rifugiandosi nelle piccole cavità dove l'aria è più calda


Il lago di Malga Bissina ospita diverse specie tipiche delle acque gelide d'alta quota, come la trota fario, la trota iridea e i salmerini alpini e di fonte

Il Lago di Malga Bissina è il più grande bacino artificiale della Val Daone, situato a 1.788 m. Creato nel 1957 con la costruzione di un'imponente diga lunga 560 metri, l'invaso può contenere fino a 60 milioni di metri cubi d'acqua destinati alla produzione di energia idroelettrica

Le acque del bacino di Malga Bissina alimentano un complesso sistema idroelettrico che scende lungo la Valle di Daone attraverso una serie di salti produttivi. Il primo passaggio avviene nella centrale di Malga Boazzo, situata a valle, da dove le acque vengono poi convogliate verso la grande centrale di Cimego. Infine, il flusso prosegue verso la centrale di Storo prima di tornare definitivamente nel letto del fiume e proseguire la sua corsa verso il Lago d'Idro.
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