
Lunghezza: 6,24
Dislivello: 523 m.
Tempo in movimento: 3h
Altitudine max: 1357 m.
Difficoltà: media
Splendida, facile escursione invernale nel cuore del Brenta Centrale.
L'itinerario in salita si sviluppa in gran parte lungo la strada forestale che da Molveno sale al Rifugio Malga Andalo, seguendo i sentieri 332, 326 e 332a. Il tracciato procede con pendenza costante all'interno del bosco ed è caratterizzato da una traccia solitamente ben battuta e sicura, priva di pericoli di valanghe. In queste condizioni di fondo consolidato è consigliabile l'uso dei ramponcini soprattutto in discesa, mentre le ciaspole diventano necessarie solo in presenza di neve fresca.
Lungo la salita, merita una sosta il punto panoramico in località Coel, che offre uno scorcio privilegiato sul lago di Molveno prima di uscire dal bosco sui pascoli delle malghe. La meta finale è il Rifugio Malga Andalo a 1357 metri di quota, dove la vista sulle imponenti cime del Brenta centrale si impone in tutta la sua maestosità. A breve distanza si trova anche Malga Cesa di Villa Banale, un'altra struttura tipica che completa lo scenario di questo alpeggio d'alta quota. Per il rientro si segue interamente il ripido sentiero 332, che scende in modo diretto riportando a valle

Come arrivare: per raggiungere l'imbocco del percorso, puoi arrivare a Molveno sia dalla Val di Non, percorrendo la SS421o la SP64 sia dalla Valle del Sarca passando per Sarche, San Lorenzo in Banale e infine Molveno. Una volta in paese, segui la strada del lungolago fino alla rotatoria conclusiva. Proprio nei pressi della rotatoria si trova sulla destra un piccolo parcheggio che nel periodo invernale è gratuito, mentre in alternativa puoi usufruire di un'area di sosta più capiente situata a circa metà del lungolago


La base di partenza è l'area di sosta situata nei pressi del campeggio in riva al lago a quota 864 m. Sebbene sia di proprietà della struttura, durante la stagione invernale è solitamente di libero accesso, rappresentando il punto più comodo per imboccare direttamente i sentieri verso la malga

L'imbocco del sentiero 332 si trova alla rotatoria che chiude la strada del lungolago di Molveno. Dopo una rampa iniziale piuttosto decisa, il tracciato concede un momento di respiro spianando leggermente

Un cartello all'ingresso del sentiero ricorda come queste montagne siano il regno della fauna selvatica, orso compreso. In inverno il rischio di incontrarlo è ridotto, ma un comportamento consapevole e un po' di rumore durante il cammino non guastano

In località Croz dei Pegolotti, a quota 944 metri, incontriamo un bivio importante. Qui si abbandona temporaneamente il sentiero 332, che prosegue con una pendenza molto più marcata e diretta nel bosco, per deviare sul sentiero 326. Questa scelta permette di imboccare poco dopo una comoda strada forestale che sale in modo più costante e regolare verso le malghe, rendendo la progressione meno faticosa e più godibile

La strada forestale (sentiero 326) offre un fondo regolare e agevole, ideale per mantenere un passo ritmato sotto la volta dei faggi e degli abeti che caratterizzano questo versante della montagna

Più in alto il fondo della forestale inizia a mutare gradualmente: lo strato di neve bagnata che ricopre il percorso si fa più consistente, rendendo il passo più pesante e rallentando la nostra progressione

Mentre saliamo il bosco si apre per un istante lasciando intravedere il profilo imponente dei monti Dion 2360 m. e del Dos di Dalun 2689 m. È un primo assaggio della verticalità che ci attende una volta arrivati in quota

In corrispondenza del secondo tornante incontriamo un altro bivio. Qui abbandoniamo il sentiero 326, che prosegue la sua ascesa verso Passo Ceda per continuare sulla strada forestale sentiero 332a

In località Coel non si deve mancare questo affaccio panoramico sul lago di Molveno. Da qui lo sguardo spazia su gran parte del bacino, che con le sue acque turchesi si incunea tra le pendici e i promontori boscosi prima di volgere definitivamente le spalle alla valle

Il Gazza il Canfedin e la Paganella fanno da cornice naturale al lago chiudendo l'orizzonte. Il Lago di Molveno, che in inverno vede la sua superfice restringersi sensibilmente, si è formato a causa di un evento geologico catastrofico. In periodi antichi un'imponente frana di sbarramento si staccò dal versante orientale del Monte Soran. Questo accumulo di detriti bloccò il naturale deflusso delle acque nella valle, creando un bacino che oggi raggiunge i 123 metri di profondità. Testimonianza dell'impatto della frana è la presenza, sul fondale, di un'antica foresta i cui tronchi fossilizzati tornano visibili durante i periodi di svaso

La possente piramide di roccia del Dos di Dalun spunta tra le chiome degli alberi, segnalando che stiamo entrando nel cuore pulsante del Brenta


Un messaggio semplice e diretto invita a rallentare e a prepararsi alla bellezza. Dopo aver superato i tratti di neve bagnata e i bivi nella foresta, queste parole segnano l'ingresso nell'area più panoramica dell'intera escursione

Mentre la Paganella, visibile all'orizzonte, vive il fermento della stagione sciistica tra piste affollate e impianti in piena attività, qui lungo il sentiero verso le malghe domina il silenzio assoluto

L'arrivo sui pascoli innevati segna il momento culminante dell'escursione: ci troviamo nella vasta conca (pian dei Casinati) che ospita i pascoli di Malga Ceda di Villa Banale e il Rifugio Malga Andalo. Davanti a noi le pareti verticali del Brenta Centrale chiudono l'orizzonte in un immenso anfiteatro roccioso che toglie il fiato per la sua severa bellezza

Il Rifugio Malga Andalo 1357 m. è ricavato da un'ex malga comunale ristrutturata come piccolo rifugio gestito dalla famiglia Pittigher. La struttura è aperta normalmente da metà maggio a ottobre, in inverno è chiusa

Il rifugio in inverno resta isolato per molti mesi. Posto su una terrazza naturale sopra la Val delle Seghe, è un'oasi di pace poco frequentata dall'uomo in questa stagione. Nella zona vivono l'orso, il lupo, i camosci e i cervi, l'aquila reale, la pernice bianca... Sulle pareti verticali è facile avvistare con un binocolo i camosci, che in inverno si spostano su versanti scoscesi dove la neve scivola via più facilmente, lasciando scoperta l'erba secca





Poco lontano, posta su un dosso, si vede malga Ceda di Villa Banale. A differenza di malga Andalo, Malga Ceda di Villa Banale mantiene un carattere più legato alla sua funzione storica di alpeggio. Il nome "Villa Banale" indica la proprietà della struttura da parte della frazione di Stenico, a testimonianza di come i pascoli fossero storicamente spartiti tra le diverse comunità della valle


Per il ritorno scendiamo sul sentiero 332, che dal rifugio va al Dos dei Pegolotti e infine a Molveno (1h15)

Il sentiero 332 scende nel bosco ed è abbastanza ripido per cui i ramponcini e i bastoncini diventano un utile ausilio per evitare scivoloni.
L'itinerario in salita si sviluppa in gran parte lungo la strada forestale che da Molveno sale al Rifugio Malga Andalo, seguendo i sentieri 332, 326 e 332a. Il tracciato procede con pendenza costante all'interno del bosco ed è caratterizzato da una traccia solitamente ben battuta e sicura, priva di pericoli di valanghe. In queste condizioni di fondo consolidato è consigliabile l'uso dei ramponcini soprattutto in discesa, mentre le ciaspole diventano necessarie solo in presenza di neve fresca.
Lungo la salita, merita una sosta il punto panoramico in località Coel, che offre uno scorcio privilegiato sul lago di Molveno prima di uscire dal bosco sui pascoli delle malghe. La meta finale è il Rifugio Malga Andalo a 1357 metri di quota, dove la vista sulle imponenti cime del Brenta centrale si impone in tutta la sua maestosità. A breve distanza si trova anche Malga Cesa di Villa Banale, un'altra struttura tipica che completa lo scenario di questo alpeggio d'alta quota. Per il rientro si segue interamente il ripido sentiero 332, che scende in modo diretto riportando a valle

Come arrivare: per raggiungere l'imbocco del percorso, puoi arrivare a Molveno sia dalla Val di Non, percorrendo la SS421o la SP64 sia dalla Valle del Sarca passando per Sarche, San Lorenzo in Banale e infine Molveno. Una volta in paese, segui la strada del lungolago fino alla rotatoria conclusiva. Proprio nei pressi della rotatoria si trova sulla destra un piccolo parcheggio che nel periodo invernale è gratuito, mentre in alternativa puoi usufruire di un'area di sosta più capiente situata a circa metà del lungolago


La base di partenza è l'area di sosta situata nei pressi del campeggio in riva al lago a quota 864 m. Sebbene sia di proprietà della struttura, durante la stagione invernale è solitamente di libero accesso, rappresentando il punto più comodo per imboccare direttamente i sentieri verso la malga

L'imbocco del sentiero 332 si trova alla rotatoria che chiude la strada del lungolago di Molveno. Dopo una rampa iniziale piuttosto decisa, il tracciato concede un momento di respiro spianando leggermente

Un cartello all'ingresso del sentiero ricorda come queste montagne siano il regno della fauna selvatica, orso compreso. In inverno il rischio di incontrarlo è ridotto, ma un comportamento consapevole e un po' di rumore durante il cammino non guastano

In località Croz dei Pegolotti, a quota 944 metri, incontriamo un bivio importante. Qui si abbandona temporaneamente il sentiero 332, che prosegue con una pendenza molto più marcata e diretta nel bosco, per deviare sul sentiero 326. Questa scelta permette di imboccare poco dopo una comoda strada forestale che sale in modo più costante e regolare verso le malghe, rendendo la progressione meno faticosa e più godibile

La strada forestale (sentiero 326) offre un fondo regolare e agevole, ideale per mantenere un passo ritmato sotto la volta dei faggi e degli abeti che caratterizzano questo versante della montagna

Più in alto il fondo della forestale inizia a mutare gradualmente: lo strato di neve bagnata che ricopre il percorso si fa più consistente, rendendo il passo più pesante e rallentando la nostra progressione

Mentre saliamo il bosco si apre per un istante lasciando intravedere il profilo imponente dei monti Dion 2360 m. e del Dos di Dalun 2689 m. È un primo assaggio della verticalità che ci attende una volta arrivati in quota

In corrispondenza del secondo tornante incontriamo un altro bivio. Qui abbandoniamo il sentiero 326, che prosegue la sua ascesa verso Passo Ceda per continuare sulla strada forestale sentiero 332a

In località Coel non si deve mancare questo affaccio panoramico sul lago di Molveno. Da qui lo sguardo spazia su gran parte del bacino, che con le sue acque turchesi si incunea tra le pendici e i promontori boscosi prima di volgere definitivamente le spalle alla valle

Il Gazza il Canfedin e la Paganella fanno da cornice naturale al lago chiudendo l'orizzonte. Il Lago di Molveno, che in inverno vede la sua superfice restringersi sensibilmente, si è formato a causa di un evento geologico catastrofico. In periodi antichi un'imponente frana di sbarramento si staccò dal versante orientale del Monte Soran. Questo accumulo di detriti bloccò il naturale deflusso delle acque nella valle, creando un bacino che oggi raggiunge i 123 metri di profondità. Testimonianza dell'impatto della frana è la presenza, sul fondale, di un'antica foresta i cui tronchi fossilizzati tornano visibili durante i periodi di svaso

La possente piramide di roccia del Dos di Dalun spunta tra le chiome degli alberi, segnalando che stiamo entrando nel cuore pulsante del Brenta


Un messaggio semplice e diretto invita a rallentare e a prepararsi alla bellezza. Dopo aver superato i tratti di neve bagnata e i bivi nella foresta, queste parole segnano l'ingresso nell'area più panoramica dell'intera escursione

Mentre la Paganella, visibile all'orizzonte, vive il fermento della stagione sciistica tra piste affollate e impianti in piena attività, qui lungo il sentiero verso le malghe domina il silenzio assoluto

L'arrivo sui pascoli innevati segna il momento culminante dell'escursione: ci troviamo nella vasta conca (pian dei Casinati) che ospita i pascoli di Malga Ceda di Villa Banale e il Rifugio Malga Andalo. Davanti a noi le pareti verticali del Brenta Centrale chiudono l'orizzonte in un immenso anfiteatro roccioso che toglie il fiato per la sua severa bellezza

Il Rifugio Malga Andalo 1357 m. è ricavato da un'ex malga comunale ristrutturata come piccolo rifugio gestito dalla famiglia Pittigher. La struttura è aperta normalmente da metà maggio a ottobre, in inverno è chiusa

Il rifugio in inverno resta isolato per molti mesi. Posto su una terrazza naturale sopra la Val delle Seghe, è un'oasi di pace poco frequentata dall'uomo in questa stagione. Nella zona vivono l'orso, il lupo, i camosci e i cervi, l'aquila reale, la pernice bianca... Sulle pareti verticali è facile avvistare con un binocolo i camosci, che in inverno si spostano su versanti scoscesi dove la neve scivola via più facilmente, lasciando scoperta l'erba secca

I gestori hanno curato personalmente il rifacimento della struttura per trasformarla da ex malga comunale in un accogliente rifugio alpino in stile tradizionale. Delle panche e dei tavoli al sole ci permettono di pranzare comodamente




Poco lontano, posta su un dosso, si vede malga Ceda di Villa Banale. A differenza di malga Andalo, Malga Ceda di Villa Banale mantiene un carattere più legato alla sua funzione storica di alpeggio. Il nome "Villa Banale" indica la proprietà della struttura da parte della frazione di Stenico, a testimonianza di come i pascoli fossero storicamente spartiti tra le diverse comunità della valle


Per il ritorno scendiamo sul sentiero 332, che dal rifugio va al Dos dei Pegolotti e infine a Molveno (1h15)

Il sentiero 332 scende nel bosco ed è abbastanza ripido per cui i ramponcini e i bastoncini diventano un utile ausilio per evitare scivoloni.
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