Malga Cugola Alta da Passo Oclini in inverno



Lunghezza: 8,16 km
Dislivello: 222 m.
Tempo in movimento: 2h30
Altitudina max: 1994 m.
Difficoltà: media

L'itinerario ad anello che prende il via dal Passo Oclini (1994 m) in direzione di Malga Cugola Alta si sviluppa in senso antiorario, offrendo un'alternanza di pendenze molto equilibrata che permette di godersi il panorama senza eccessivo sforzo. Uno dei maggiori pregi di questa escursione è la sua elevata sicurezza: la morfologia del terreno la rende percorribile anche dopo abbondanti nevicate, poiché il tracciato risulta sostanzialmente privo di pericoli oggettivi.
La prima parte del percorso è caratterizzata da tratti pianeggianti o in leggera discesa che conducono verso Malga Isi (1849 m), dove l'ambiente si trasforma inoltrandosi nel fitto bosco che riveste le pendici del Corno Nero. Imboccato il sentiero 14, si procede lungo un esteso tratto a mezza costa tra le ondulazioni del terreno, contornando poi in leggera salita una valletta dalla quale è già possibile scorgere, adagiata sul fondovalle, Malga Cugola Bassa (1804 m). Una volta usciti dal traverso, il sentiero richiede un breve ma deciso sforzo in salita per guadagnare il Passo Cugola (1922 m).
Dal valico, la traccia scende per poche decine di metri fino a raggiungere Malga Cugola Alta (1889 m), immersa in pascoli che da quasi un millennio sono gestiti dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Dalla malga si apre un vasto panorama sulla val di Fiemme e sui prospicienti Lagorai. Il ritorno inizia lasciandosi alle spalle la malga e affrontando una rampa iniziale piuttosto pronunciata, necessaria per riprendere la quota del sentiero 14. Superato questo strappo, l'itinerario prosegue in un piacevole alternarsi di saliscendi boscosi, tagliando nuovamente il versante del Corno Nero a ritroso, ma mantenendosi a una quota più elevata, verso i 1994 metri del Passo Oclini. Una volta giunti in vista del comprensorio sciistico, si attraversano le piste con la dovuta cautela, scendendo in un piccolo valloncello prima di affrontare l'ultima breve risalita che conduce al Berghotel Jochgrimm e al parcheggio.
Avendo trovato la traccia già battuta e consolidata non c'è stato bisogno di utilizzare le ciaspole ma solo i ramponcini.





Il parcheggio a Passo Oclini.



Il Corno Nero con le piste da sci.



Passo Oclini (1994 m) è un punto di partenza panoramico e accogliente, situato su un balcone naturale tra il Corno Nero e il Corno Bianco. Grazie alla presenza di ampi parcheggi gratuiti l'accesso è comodo e immediato.



Percorsi 300 metri lungo la sterrata che scende nella valletta verso Malga Gurndin, si imbocca sulla sinistra, subito dopo una baita, la traccia (sentiero 7).



Poco più in basso nella valletta Malga Isi (1849 m), nota anche come IsiHütte, appare come un complesso di edifici rurali di pietra e legno secondo la tradizione altoatesina. La bandiera bianco-rossa, simbolo dell'Alto Adige, che sventola accanto alla struttura, sottolinea l'identità del territorio.



Più in basso  arriviamo 
alla stazione a valle dell'impianto di risalita che aggiriamo per prendere la stradina sulla desta sentiero 14.



Mentre il sentiero 14 si snoda riparato nel bosco a mezza costa, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dagli spazi lasciati dal bosco abbattuto che testimoniano la violenza della tempesta Vaia dell'ottobre 2018. A distanza di sette anni, il paesaggio appare come una ferita aperta: la desolazione è resa ancora più evidente dal contrasto con le zone rimaste intatte. Si stima ad un secolo il tempo necessario al bosco per rigenerarsi.



La larga traccia battuta mantiene una quota costante o in leggera discesa lungo il versante e taglia trasversalmente il pendio boscoso.



In corrispondenza di una curva il panorama si allarga improvvisamente su un ampio vallone boscoso di abeti e larici.



Dopo la curva il sentiero 14 inizia a salire lentamente costeggiando il versante del Corno Nero e superando in una valletta un torrentello. Da qui è possibile scorgere sul fondo della valle la struttura di Malga Cugola Bassa (1804 m).



Alla fine del traverso in ombra ci aspetta una breve salita verso passo Cugola.



Il passo è un crocevia di sentieri. Dovremo ritornarci per il ritorno. Intanto continuiamo sul nostro sentiero in discesa. La malga è ormai a due passi.



Raggiungiamo in breve malga Cugola Alta (1889 m) una piccola e rustica costruzione in pietra locale e legno, caratterizzata da una struttura solida che si integra perfettamente nel pendio erboso. All'esterno, una terrazza pavimentata in pietra ospita dei tavoli in legno con panche.



Dentro l'arredamento è semplice ma funzionale: una lunga tavola con panche accoglie gli escursionisti, mentre una credenza in stile tradizionale custodisce l'occorrente per la sosta, il tutto molto pulito. Una scala in legno conduce al soppalco, destinato al riposo. Sulle travi e alle pareti, piccole cornici e foto d'epoca raccontano la storia e la vita d'alpeggio. Visto che fuori soffia un fresco venticello decidiamo di pranzare all'interno. Un avviso segnala che è stato posto per terra del veleno per i topi, Artax quindi mangerà sulla panca sotto stretto controllo. La struttura è un importante punto di appoggio per l'escursionismo.



Il panorama che si gode dalla Malga Cugola Alta è vastissimo e spazia su gran parte della catena del Lagorai e delle vette circostanti. Dalle cime lo sguardo scende verso il basso dove si scorge chiaramente l'ampio solco della Val di Fiemme con i suoi numerosi paesi, in primis le frazioni di Cavalese: Varena, Daiano e Carano. Dedita all'alpeggio estivo, la malga prende il nome dal monte Cugola che si trova sulla nostra destra.



A metà marzo la lunga catena dei Lagorai appare ancora ampiamente innevata. A destra spicca il tracciato della pista Olimpia del Cermis, una lunga striscia bianca che taglia verticalmente il versante boscoso scendendo verso il fondovalle. Il 3 febbraio 1998 un aereo militare statunitense, volando a quota non consentita, tranciò i cavi della funivia del Cermis, facendo precipitare una cabina e causando la morte di venti persone. L'evento, provocato da una manovra estremamente rischiosa durante un'esercitazione, rimane una ferita profonda nella storia della Val di Fiemme e della memoria alpina.



Conclusa la sosta al timido sole di marzo, riprendiamo lentamente il cammino in direzione del valico. Una volta raggiunto il passo, imbocchiamo sulla destra nuovamente il sentiero 14, che in questo punto ricomincia a prendere quota con decisione.



La rampa che parte dal passo è l'ultimo vero sforzo per riguadagnare la quota necessaria. Una volta terminata questa salita decisa, il sentiero finalmente spiana lasciando spazio a un lungo e piacevole tratto in saliscendi che si snoda all'interno di un bosco rigoglioso, dove convivono abeti, pini cembri e larici.



Ad una curva appaiono i pascoli d'alta quota che si estendono fin sotto la vetta del Corno Nero 2439 m. Mentre il Corno Bianco è composto da candida dolomia di origine sedimentaria, il Corno Nero deve il suo nome e la sua natura alla roccia vulcanica scura risalente a circa 270 milioni di anni fa. Questa origine vulcanica conferisce al suolo una spiccata acidità, condizione ideale per la crescita rigogliosa delle conifere che prediligono proprio questo tipo di substrato rispetto a quello calcareo.



Lungo questo lungo tratto ondulato la neve lascia affiorare nodose radici che richiedono un passo attento per evitare inciampi. Il bosco non troppo fitto permette ai raggi del sole di penetrare facilmente proiettando sul manto bianco e sul sottobosco un affascinante gioco di luci e ombre che muta continuamente con il cammino.



Usciti dal bosco abbandoniamo il sentiero 14 per una scorciatoia che taglia le piste da sci, prestando attenzione al transito degli sciatori tra paletti blu e reti di protezione. Superata l'area sciistica, il percorso scende in un piccolo valloncello per poi risalire l'ultimo pendio che conduce direttamente al Berghotel Jochgrimm e al parcheggio del Passo Oclini, concludendo così l'itinerario ad anello.

Scarica la traccia gps daWikiloc

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