
Lunghezza: 7,5 km
Dislivello: 450 m.
Tempo in movimento: 2h30
Altitudine max: 1567 m.
Difficoltà: facile
Malga Praino si trova nel cuore della Val San Valentino, suggestiva valle laterale della Val Rendena. Situata su una naturale balconata prativa, regala un ampio e splendido panorama sull'intera vallata, mentre alle sue spalle si ergono maestosi i contrafforti del Gruppo dell'Adamello.
La malga si raggiunge con una camminata di circa un'ora e venti minuti partendo dal Rifugio Gorck, seguendo la comoda strada forestale di servizio che sale con pendenza costante e abbastanza ripidamente. Per il rientro abbiamo scelto di completare un itinerario ad anello, scendendo lungo il versante or. sinistro della valle: qui il percorso si snoda tra tracciati più selvaggi, a tratti poco visibili e immersi nel bosco, e tratti di sentiero più ampi e ben battuti (meglio avere la traccia gpx con sè).
Nell'ultimo tratto della discesa, dalla località Stavel riporta al Rifugio Gorck, sul sentiero si affacciano eleganti case di monte/baite rimodernate, perfettamente integrate nel paesaggio alpino circostante.

Come arrivare: Da Tione si prosegue verso nord attraversando la zona di Villa Rendena e Javrè. Giunti alla fine di Vigo Rendena, si lascia la statale e si svolta a sinistra (via Afnè), seguendo le indicazioni per la Val di San Valentino e il Rifugio Gorck. La strada sale ripidamente nei primi chilometri, passa nei pressi della chiesetta di San Valentino e continua abbastanza stretta ma asfaltata nel bosco fino al rifugio, raggiungibile in auto. Parcheggio gratuito.

Il paesaggio si apre in prossimità dell'albergo rifugio Gorck, situato vicino all'omonimo ponte e a una verde radura pianeggiante che costeggia il torrente Bedù.

A metà ottobre il Gorck è chiuso. Nel corso dei decenni, la vecchia Baita Gorck da punto di riferimento per pastori, boscaioli e locali si è trasformata in un'accogliente meta turistica ed escursionistica, inserita nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Vi ero giunto da ragazzino sessan'anni fa quando venni qui per un campeggio organizzato dalla mia parrocchia per poi ritornarci nelle estati successive. Ritrovarlo oggi risveglia molti ricordi assopiti. E' anche una picevole sorpresa ritrovarlo ancora più bello e curato di allora.

La larga forestale si inerpica con vari tornanti sul versante boscoso. Da qui si osserva chiaramente come il torrente Bedù abbia modellato il fondovalle, depositando le ghiaie su cui in seguito si sono insediate le specie pioniere della vegetazione alpina. Proprio su quella radura accanto al fiume, da ragazzo, ho dormito in tenda durante i campeggi organizzati della mia parrocchia. Lungo la salita incontriamo un gruppo di operai intenti a cementare, con l'aiuto di un camion betoniera, le parti più ripide della sterrata.

Ad un tornante mi fermo per osservare la parte alta della valle. Si nota che curva a sinistra restringendosi in un canyon. Più in alto la vegetazione si dirada e predominano le rocce. Nella parte superiore, non visibile da qui, si diramano tre valli (Valletta, Dosson, Val del rio Tecino) che conducono a dei valichi (Passo S.Valentino, Passo delle Vacche,Bocca della Cunella e Bocca di Conca) che la collegano alla val di Fumo, alla val di Breguzzo e alla val di Borzago. All'inizio della diramazione tra la Val Dosson e la Valletta si trova la cascata della Valletta Alta. Il sentiero che la risale è il Cai 224.



Nei pressi della malga troviamo questo grande pannello che illustra l'importanza e le caratteristiche di una specifica sottospecie di ape (Apis mellifera carnica), perfettamente adattata al clima alpino , e spiega le fasi principali dell'apicoltura e della selezione genetica. Questa stazione in quota sfrutta l'ambiente incontaminato della valle per garantire l'accoppiamento in purezza delle regine con fuchi selezionati.



Malga Praino è una malga che ha conservato la sua vocazione di luogo di alpeggio. Le tre strutture che la compongono hanno la muratura esterna in granito e scisto.

Questa probabilmente è l'abitazione del malgaro con casera annessa

La struttura più grande probabilmente è lo stallone per il bestiame.



Ad un bivio la abbandoniamo per seguire un sentiero meno marcato, a tratti nascosto tra i rami e l'erba alta, dove si rende prezioso l'aiuto del gps.

Più sotto sempre sul sentiero traverso incontriamo questa curata casa di monte.

Sul muro esterno, alcune cornici in legno custodiscono foto d'epoca che raccontano la storia del luogo


In località Stavel giriamo a destra sul sentiero diretto al Rifugio Gorck


Lungo il percorso si affacciano antiche baite e case di monte. Alcune sono state oggetto di una ristrutturazione importante, la quale non ha però cancellato il fascino delle vecchie dimore contadine




La malga si raggiunge con una camminata di circa un'ora e venti minuti partendo dal Rifugio Gorck, seguendo la comoda strada forestale di servizio che sale con pendenza costante e abbastanza ripidamente. Per il rientro abbiamo scelto di completare un itinerario ad anello, scendendo lungo il versante or. sinistro della valle: qui il percorso si snoda tra tracciati più selvaggi, a tratti poco visibili e immersi nel bosco, e tratti di sentiero più ampi e ben battuti (meglio avere la traccia gpx con sè).
Nell'ultimo tratto della discesa, dalla località Stavel riporta al Rifugio Gorck, sul sentiero si affacciano eleganti case di monte/baite rimodernate, perfettamente integrate nel paesaggio alpino circostante.

Come arrivare: Da Tione si prosegue verso nord attraversando la zona di Villa Rendena e Javrè. Giunti alla fine di Vigo Rendena, si lascia la statale e si svolta a sinistra (via Afnè), seguendo le indicazioni per la Val di San Valentino e il Rifugio Gorck. La strada sale ripidamente nei primi chilometri, passa nei pressi della chiesetta di San Valentino e continua abbastanza stretta ma asfaltata nel bosco fino al rifugio, raggiungibile in auto. Parcheggio gratuito.

Il paesaggio si apre in prossimità dell'albergo rifugio Gorck, situato vicino all'omonimo ponte e a una verde radura pianeggiante che costeggia il torrente Bedù.

A metà ottobre il Gorck è chiuso. Nel corso dei decenni, la vecchia Baita Gorck da punto di riferimento per pastori, boscaioli e locali si è trasformata in un'accogliente meta turistica ed escursionistica, inserita nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Vi ero giunto da ragazzino sessan'anni fa quando venni qui per un campeggio organizzato dalla mia parrocchia per poi ritornarci nelle estati successive. Ritrovarlo oggi risveglia molti ricordi assopiti. E' anche una picevole sorpresa ritrovarlo ancora più bello e curato di allora.
Vicino al Gorck, sulla strada forestale che porta a Malga Praino, si incontra una casetta che fa di tutto per farsi notare . Gli svariati dettagli decorativi in legno e ferro battuto, le sculture nei tronchi e la cura maniacale del giardino mi fanno pensare a quanto tempo e quanta dedizione il proprietario abbia profuso per abbellirla.

La larga forestale si inerpica con vari tornanti sul versante boscoso. Da qui si osserva chiaramente come il torrente Bedù abbia modellato il fondovalle, depositando le ghiaie su cui in seguito si sono insediate le specie pioniere della vegetazione alpina. Proprio su quella radura accanto al fiume, da ragazzo, ho dormito in tenda durante i campeggi organizzati della mia parrocchia. Lungo la salita incontriamo un gruppo di operai intenti a cementare, con l'aiuto di un camion betoniera, le parti più ripide della sterrata.

Ad un tornante mi fermo per osservare la parte alta della valle. Si nota che curva a sinistra restringendosi in un canyon. Più in alto la vegetazione si dirada e predominano le rocce. Nella parte superiore, non visibile da qui, si diramano tre valli (Valletta, Dosson, Val del rio Tecino) che conducono a dei valichi (Passo S.Valentino, Passo delle Vacche,Bocca della Cunella e Bocca di Conca) che la collegano alla val di Fumo, alla val di Breguzzo e alla val di Borzago. All'inizio della diramazione tra la Val Dosson e la Valletta si trova la cascata della Valletta Alta. Il sentiero che la risale è il Cai 224.

La cascata della Valletta Alta (foto dal web). Queste valli sono poco frequentate e selvagge. Faticosi sentieri e bivacchi situati a quote elevate permettono di esplorare questo settore del Parco Adamello-Brenta. Ci vivono l'orso il lupo, l'aquila, i camosci e i piccoli mammiferi.

A metà ottobre, i boschi di faggi cominciano a tingersi delle calde sfumature d'autunno.

Nei pressi della malga troviamo questo grande pannello che illustra l'importanza e le caratteristiche di una specifica sottospecie di ape (Apis mellifera carnica), perfettamente adattata al clima alpino



Malga Praino è una malga che ha conservato la sua vocazione di luogo di alpeggio. Le tre strutture che la compongono hanno la muratura esterna in granito e scisto.

Questa probabilmente è l'abitazione del malgaro con casera annessa

La struttura più grande probabilmente è lo stallone per il bestiame.

In fondo al ripiano si trova una terza abitazione, dotata di un tavolo e di panche esterme, quello che cercavamo per la nostra pausa pranzo.Il posto, la valle stupenda e la calda giornata autunnale concorrono a fare del nostro un pranzo a cinque stelle.

Invece di tornare sulla forestale decidiamo di scendere per un sentiero non numerato che attraversa in diagonale il versante boscoso della valle. Inizialmente il cammino procede agevolmente su una larga mulattiera dal fondo ondulato

Ad un bivio la abbandoniamo per seguire un sentiero meno marcato, a tratti nascosto tra i rami e l'erba alta, dove si rende prezioso l'aiuto del gps.
Arriviamo a una casa dove degli operai stanno lavorando: alla nostra domanda su dove ci troviamo, ci dicono di non conoscere il nome della località, che verificheremo poi essere Cortablo.

Più sotto sempre sul sentiero traverso incontriamo questa curata casa di monte.

Sul muro esterno, alcune cornici in legno custodiscono foto d'epoca che raccontano la storia del luogo


In località Stavel giriamo a destra sul sentiero diretto al Rifugio Gorck


Lungo il percorso si affacciano antiche baite e case di monte. Alcune sono state oggetto di una ristrutturazione importante, la quale non ha però cancellato il fascino delle vecchie dimore contadine




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