
Lunghezza: 8,7 Km
Dislivello: 541 m.
Tempo in movimento: 2h35
Altitudine max: 1691 m.
Difficoltà: facile
Bella escursione ad anello in Valpiana, con partenza dal borgo di Ossana. Il sentiero sale costante nel bosco tra distese di felci fino a raggiungere la Malga del Doss, a 1.674 metri. Da qui la vista è davvero notevole e spazia sui ghiacciai della Val de la Mare e sulle vette del Gruppo Ortles-Cevedale. La malga è un luogo speciale: oltre all'accoglienza dei suoi locali sempre aperti, è famosa tra gli astrofili per il suo cielo notturno limpidissimo, certificato tra i più belli d'Italia. Lungo la discesa, il percorso regala altre belle sorprese, come la fresca cascata del Sass Pisador che scivola sulle rocce granitiche e una particolare stazione dedicata alla fecondazione delle api regine. Abbiamo concluso la giornata con una visita tra le vie di Ossana, ammirando il profilo del suo castello medievale che domina la valle. Un giro vario e molto panoramico, capace di unire natura, relax e un pizzico di storia locale

Come arrivare: si percorre la Val di Non e dopo Cles al ponte di Mostizzolo si imbocca la statale SS42 in direzione del Passo del Tonale, risalendo tutta la Val di Sole fino ad arrivare a Ossana. Una volta giunti in paese, si possono seguire le indicazioni locali per i parcheggi o direttamente per la località Cappella S.Antonio in Valpiana, punto di partenza dell'escursione


Il parcheggio in località S.Antonio. All'inizio del percorso si incontra una piccola cappella votiva, un luogo di culto situato a circa 1.208 metri di altitudine

La Val di Sole è caratterizzata da numerose valli laterali e la Valpiana è una di queste ramificazioni che si inoltra verso il massiccio della Presanella. Il suo nome deriva chiaramente dalla particolare conformazione del fondovalle, che si presenta come un ampio terrazzo pianeggiante in netto contrasto con le aspre pendenze delle vette circostanti. Questa valle inizia geograficamente dall'abitato di Ossana, risalendo lungo il corso del torrente Foce per poi aprirsi nella splendida conca che ospita le malghe

Saliamo nel bosco in parte su forestale e in parte sulle scorciatoie che tagliano i suoi tornanti, sentiero 204

l paesaggio della Valpiana è reso ancora più affascinante dalla varietà della sua vegetazione. Il sentiero attraversa infatti un bosco misto dove i maestosi abeti si alternano ai faggi. La diversità forestale favorisce lo sviluppo di un sottobosco molto ricco e vitale, caratterizzato da un'ampia varietà di specie vegetali. La naturale abbondanza d'acqua della valle permette la diffusione di rigogliose distese di felci e di numerose piante amanti dell'umidità

Sull'altro versante della valle il gruppo della Tremenesca è già innevato. Più in basso posso scorgere i paesi di Ortisè e Menas visitati in differenti escursioni

Dopo un'ora e mezza di cammino usciamo dal bosco sul pascolo di malga dal Dosso



L'orizzonte si apre in modo sorprendente, svelando l'imponente profilo delle vette innevate che segnano il confine naturale tra la Val di Sole e la Val di Rabbi. Questo crinale, spesso imbiancato anche fuori stagione, domina il panorama e regala un senso di vastità che contrasta con l'intimità del bosco appena attraversato.

Verso nord lo sguardo spazia sulla maestosa Val di Pejo, incorniciata da una spettacolare corona di montagne e ghiacciai che brillano sotto la luce del sole. In questo scenario si distingue nettamente l'imbocco della Val de la Mare, che si insinua tra le vette del Gruppo Ortles-Cevedale. I profili inconfondibili del Monte Vioz e del Cevedale dominano l'orizzonte assieme alla vista dei ghiacciai perenni

Dopo soli 2,5 km siamo già in vista di Malga del Dosso a 1674 m.

La storia di Malga del Doss inizia molto indietro nel tempo, affondando le radici nella secolare tradizione dell'alpeggio solandro. Un tempo questa struttura era il fulcro della vita estiva per i pastori di Ossana, che vi salivano con il bestiame per sfruttare i ricchi pascoli d'alta quota durante i mesi caldi. La malga rappresentava un presidio fondamentale per l'economia rurale locale, dove si producevano burro e formaggi d'alpeggio seguendo metodi tramandati di generazione in generazione

Oggi, sebbene i ritmi siano cambiati, la malga conserva intatto il suo fascino storico e la sua architettura tipica in pietra e legno. E' diventata un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono i sentieri tra la Valpiana e il Monte Giner

La Malga del Doss è particolarmente rinomata tra gli appassionati di astronomia e gli astrofili per la straordinaria qualità della sua volta celeste. Grazie alla sua posizione isolata, lontana dall'inquinamento luminoso dei centri abitati del fondovalle e alla sua altitudine di 1.674 metri, la struttura offre un cielo notturno eccezionalmente buio e limpido. Queste caratteristiche la rendono un punto privilegiato per l'osservazione e la fotografia degli astri. Durante le notti serene, la Via Lattea appare nitida e dettagliata, permettendo di distinguere oggetti celesti che sono spesso invisibili altrove. La conformazione aperta del terreno intorno alla malga garantisce inoltre un orizzonte molto ampio, ideale per seguire il movimento delle costellazioni o per appostarsi durante i principali eventi astronomici dell'anno, come gli sciami meteorici

In val di Pejo scorgo alcuni paesini come Strombiano e Celentino posti all'inizio della valle e dominati da cima Vegaia e cima Cadinei

La Malga del Doss non è solo un punto panoramico, ma un vero esempio di ospitalità alpina d'altri tempi. La malga è sempre aperta agli escursionisti come presidio di bivacco e riparo: chiunque passi di qui può accedere ai locali interni, trovando un ambiente accogliente e curato che testimonia il grande rispetto tra i frequentatori della montagna

Dalla malga il sentiero 204 continua diretto al lago di Barco ma noi ci limiteremo per oggi a contemplare le montagne che ci stanno di fronte

Dopo il ristoro a Malga del Doss, la discesa verso valle invita a un procedere più cauto e rilassato. La decisione di percorrere un primo tratto lungo la strada forestale si dimostra saggia, poiché il terreno regolare evita le insidie di radici e sassi che potrebbero causare cadute, specialmente quando la stanchezza si fa sentire. Questo percorso permette di godere ancora delle ampie vedute sulle pendici boscose e sulle vette della Presanella che continuano a sorvegliare il cammino. Più in basso l'itinerario rientra nel cuore del bosco imboccando di nuovo il sentiero 204. Giunti a un tornante, il percorso devia su un sentiero che si sviluppa in un lungo traverso panoramico. Questa sezione corre alta sopra la conca della Valpiana

La Valpiana dalla malga si presenta come una magnifica conca alpina pianeggiante situata ai piedi del Gruppo della Presanella. Questa zona è caratterizzata da ampi pascoli verdi che si estendono su un terreno molto dolce


Il percorso prosegue ignorando una deviazione che scende a valle dalla malga, mantenendosi invece su un piacevole sentiero in saliscendi. Questo tracciato costeggia il versante orografico sinistro della valle, inoltrandosi in un fitto bosco di conifere dove i tronchi alti e sottili creano una suggestiva trama verticale.


Il sentiero si snoda tra tappeti di aghi di pino e felci rigogliose, tipiche del sottobosco umido di queste zone. Questa sezione del percorso, pur essendo meno panoramica rispetto alle ampie vedute d'alta quota, regala un senso di pace e immersione totale nella natura selvatica della Valpiana

Lungo il sentiero si incontra un cartello del progetto "Uno di un Milione". Il messaggio è un invito esplicito a lasciare da parte il mondo virtuale per farsi emozionare dalla bellezza della natura, dando spazio al proprio tempo interiore

Dopo circa 7 chilometri di cammino, l'escursione raggiunge uno dei suoi punti più spettacolari: la cascata del Sass Pisador 1346 m. Il salto d'acqua si rivela come un velo elegante e leggero che scivola lungo una maestosa parete di roccia granitica, scendendo verticalmente per diversi metri. A differenza delle cascate più impetuose, il fascino del Sass Pisador risiede nella sua delicatezza: l'acqua si frammenta contro le sporgenze della roccia, creando una nebbia sottile e ionizzata

Questo costante apporto di umidità ha creato ai piedi della cascata un microclima unico. Fitte distese di felci rigogliose e muschi ricoprono ogni superficie, incorniciando il salto d'acqua in un anfiteatro naturale di rara bellezza. Dalla cascata il sentiero ci porta sul fondovalle e sulla sterrata che lo risale.

Questa zona è stata scelta perché, essendo una valle alpina isolata, permette di attuare un piano di selezione per ottenere api regine sane e produttive. In questa area vengono portate le api regine vergini per l'accoppiamento in un ambiente protetto, dove la presenza di fuchi (i maschi dell'ape) selezionati garantisce la qualità genetica delle nuove famiglie

Le imponenti pareti rocciose del gruppo della Presanella chiudono la valle e creano un anfiteatro naturale di grande bellezza.
Risalendo la valle il paesaggio si fa via via più aspro e maestoso fino a raggiungere il Passo di Scarpacò, un importante valico alpino situato a 2.730 metri che mette in comunicazione la zona con la suggestiva conca dei Laghi di Cornisello. Sulla testata destra della valle, in una posizione panoramica e isolata a 2.480 metri di quota, si trova il bivacco Jack Canali

Rientrando verso il parcheggio passiamo accanto ad una bellissima zona pic-nic



Prima di salutare la Val di Sole, una sosta a Ossana è d’obbligo. Questo borgo, situato all’imbocco della Valpiana e della Val di Pejo, non è solo un punto di passaggio, ma un luogo ricco di storia e tradizioni che meritano di essere scoperte

La storia di Ossana è strettamente legata alla sua posizione strategica come guardiano dei transiti verso i passi del Tonale e di Gavia. Il nucleo storico è dominato dal Castello di San Michele, una fortificazione medievale che risale al 1191; nel corso dei secoli, il maniero è stato teatro di aspre contese tra il Vescovo di Trento e i conti del Tirolo, fungendo da fondamentale presidio militare e amministrativo per l'intera Val di Sole.
7/10/2024
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