Passeggiata al Burrone e Lago Smeraldo



Lunghezza: 5,95 Km
Dislivello: 167 m.
Tempo in movimento: 1h45
Altitudine max: 1069 m.
Difficoltà: facile

Il percorso ad anello della Passeggiata al Burrone e del Lago Smeraldo è una camminata suggestiva che parte dal centro dell'abitato di Fondo, in Trentino.
La Passeggiata al Burrone è l'itinerario classico e libero che collega il centro di Fondo al Lago Smeraldo. È un percorso che chiunque può percorrere in autonomia, seguendo il corso del Rio Sass verso monte. Il sentiero si snoda inizialmente tra radure e aree picnic, per poi restringersi in una forra suggestiva dove passerelle metalliche permettono di risalire la cascata e sbucare direttamente sulle rive del lago.
Il Canyon del Rio Sass, invece, è una vera e propria forra profonda e spettacolare che si sviluppa verso valle. A differenza della passeggiata, questa sezione è visitabile esclusivamente con una visita guidata e su prenotazione. Durante l'escursione vengono forniti caschetti e mantelline, poiché ci si addentra in passaggi molto stretti tra pareti verticali, stalattiti e marmitte dei giganti, scendendo centinaia di scalini nel cuore della roccia.
La Passeggiata al Burrone si sviluppa per circa 5 chilometri complessivi, offrendo un dislivello contenuto di circa 167 metri che lo rende accessibile e piacevole. Il tracciato conduce alla scoperta di scenari naturali pittoreschi, caratterizzati dalle pareti scavate dall'acqua e dalla tranquillità del Lago Smeraldo, raggiungibile dopo poco più di un chilometro dalla partenza. Lungo il cammino si incontrano testimonianze storiche e culturali di rilievo, come la Chiesa di San Martino e un antico mulino ad acqua come attrazione turistica. Per chi desidera una sosta, il percorso tocca diversi punti di ristoro tra cui il ristorante Al Folon e l'Hotel Lago Smeraldo, oltre a un'area picnic dedicata per chi preferisce una pausa all'aperto. Il punto più alto del tragitto raggiunge i 1069 metri di altitudine, regalando scorci panoramici sulla valle e sulla struttura geologica del canyon prima di rientrare verso il paese







Il borgo di Fondo, situato nel cuore della Val di Non in Trentino-Alto Adige, rappresenta il punto di partenza e di arrivo di questo itinerario. Il paese è strettamente legato alla morfologia del territorio, sorgendo proprio in prossimità delle profonde forre scavate dal Rio Sass. Uno dei punti di maggiore interesse storico e spirituale del centro abitato è la Chiesa di San Martino, situata a una quota di circa 988 metri lungo il tracciato. . Risalente in una prima costruzione al 1188, venne ricostruita nel 1519 in stile gotico e poi, una seconda volta, durante l’ottocento, con l'aspetto attuale



Stando sul lato orografico destro ci dirigiamo verso l'entrata della forra segnalata da inscrizioni come questa



Scendiamo e attraversiamo questo ponticello che ci porta sul versante opposto



Il paese visto dal ponticello. Fondo è stata costruita a ridosso della forra principalmente per non sottrarre i preziosi terreni pianeggianti all'agricoltura e al pascolo, essenziali per la sopravvivenza. Questa scelta strategica permetteva inoltre di sfruttare direttamente la forza motrice del Rio Sass per far funzionare i mulini e le segherie del borgo



La forra è stata scavata nel corso dei millenni dall'azione incessante del Rio Sass. Lo scorrere dell'acqua, combinato con la forza erosiva dei detriti trasportati, ha inciso profondamente la roccia calcarea, creando le alte pareti verticali e le spettacolari formazioni naturali che ammiriamo oggi



Lungo la forra incontriamo un vecchio mulino che vedremo più da vicino nel ritorno, il Mulino dei Maghi. Il nome così particolare deriva probabilmente dal soprannome della famiglia che ne era proprietaria, i "Magi", termine che nel tempo è stato trasformato popolarmente in "Maghi".



Lungo il corso del Rio Sass, la forza dell'acqua è stata per secoli il motore dell'economia locale. In passato, in questo stretto passaggio erano attivi ben sette mulini e due segherie, una concentrazione notevole che testimonia quanto fosse vitale sfruttare ogni salto di quota del torrente





Una volta superata questa zona aperta, le pareti di roccia tornano a farsi vicine e la forra entra nella parte finale



L'ultima parte è forse la più spettacolare dell'intero sentiero libero. Il percorso si restringe progressivamente fino a diventare un vero e proprio budello di roccia, dove lo spazio tra le pareti si fa minimo, l'atmosfera diventa più fresca e umida e lo scroscio dell'acqua diventa assordante



In questo tratto finale, il sentiero si trasforma in una passerella in cemento e ferro che costeggia la roccia, permettendo di camminare sospesi proprio sopra il corso del Rio Sass. Per superare l'ultimo dislivello e raggiungere il livello del lago, si risale una ripida scalinata che conduce il camminatore fuori dall'oscurità della gola verso la luce e l'ampio spazio aperto del Lago Smeraldo



Sotto la passerella che porta al Lago Smeraldo, poco visibile, si trova la diga artificiale del 1964, una struttura fondamentale che blocca il corso del Rio Sass per creare il bacino che ammiriamo oggi. Da qui l'acqua in eccesso compie un salto spettacolare verso il fondo della forra, riprendendo la sua corsa tra le rocce millenarie. Grazie alle passerelle metalliche installate proprio sopra l'infrastruttura, si può osservare da vicino il punto in cui la calma del lago si trasforma nel fragore della cascata. Senza questa diga non esisterebbero né lo specchio d'acqua, che d'inverno diventa una pista da pattinaggio, né l'affascinante contrasto tra la quiete del lago e il profondo canyon sottostante



In inverno lo specchio d'acqua si presenta completamente ghiacciato, trasformandosi in una distesa azzurra e e traslucida che riflette la luce invernale e il profilo delle montagne circostanti




Ecco come appare il lago ghiacciato in un giorno invernale festivo (dal web).
Dato che la camminata fino allo specchio d’acqua è piuttosto breve, decidiamo di prolungarla inoltrandoci ulteriormente lungo la valle, che da qui in avanti si fa più stretta e silenziosa, seguendo il sentiero che costeggia la sponda del lago



Proseguendo nel bosco, arriviamo al Palasmeraldo, una struttura polifunzionale che ospita un'importante pista da ghiaccio artificiale (foto dal web)



Foto dal web



Oltrepassato il Palasmeraldo, il sentiero continua a inoltrarsi dolcemente nella valle, rimanendo pianeggiante e immerso nel silenzio del bosco. Questa prosecuzione permette di godersi ancora un po' la natura lontano dalla zona più frequentata del lago. Il cammino prosegue agevole fino a un punto in cui il fondovalle si chiude: qui il tratto in piano termina e iniziano i sentieri che salgono in quota, tra cui quello che porta verso il Lago di Tret



Ritorniamo verso il lago e ci fermiamo a bere qualcosa di caldo nel ristorante bar "Al Folon" posto a due passi dal lago. Il locale è caratteristico per via della sua architettura che richiama la storia produttiva di Fondo: sorge infatti all'interno di un'antica struttura un tempo adibita a follone (da cui deriva il nome "Al Folon"), ovvero un impianto dove si lavoravano e si "follavano" i tessuti o le pelli sfruttando la forza dell'acqua. Al suo interno l'atmosfera è calda e accogliente, con arredi in legno e dettagli che raccontano la tradizione locale



Il lago è stato realizzato artificialmente nel 1964 attraverso lo sbarramento del corso del Rio Sass. Nato inizialmente per valorizzare l'area a scopo turistico e ricreativo, il bacino si è integrato perfettamente nell'ambiente alpino, diventando il cuore pulsante del tempo libero a Fondo



Come detto in inverno la superficie ghiacciata del Lago Smeraldo si trasforma in una frequentata pista per il pattinaggio. Essendo situato in una zona piuttosto ombrosa, protetta dalle pareti della gola e dalla vegetazione circostante, il ghiaccio riesce a mantenersi solido e compatto a lungo, preservando questo scenario incantato per gran parte dell'inverno



In estate invece, il Lago Smeraldo cambia completamente volto, rivelando il motivo del suo nome: le acque si tingono di un verde smeraldo intenso e brillante, che riflette la fitta vegetazione circostante. L’area si trasforma in un'oasi di frescura molto amata per il relax e le passeggiate. La pista di pattinaggio lascia il posto a una spiaggia d'erba dove ci si può rilassare al sole o fare un picnic, mentre le acque del lago diventano meta di chi cerca sollievo dalla calura estiva (foto dal web)



Per il ritorno decidiamo di cambiare strada evitando la forra e seguendo per un breve tratto la provinciale che costeggia il lago, passando accanto all'Hotel Lago Smeraldo. Dalla zona parcheggio lì vicino scendiamo nuovamente verso il canyon, che in questo punto si allarga ospitando un'area pic-nic. Continuiamo quindi sulla sponda destra del torrente fino a raggiungere nuovamente il Mulino dei Maghi. In passato, in queste strutture si macinavano cereali come mais, frumento, segale e grano saraceno per produrre le farine. Per la lavorazione dell'orzo veniva invece utilizzata la "molazza", una macchina specifica per la pilatura che serviva a rimuovere la scorza esterna del chicco.



A differenza del Mulino Bertagnolli, questa struttura non è più integra e le sue rovine rimangono immerse nella vegetazione lungo le sponde del Rio Sass, aggiungendo un tocco di mistero e fascino storico al paesaggio



In quest'ultimo tratto del ritorno, passiamo sotto il ponte di via Palade che, visto dal basso, appare altissimo. Ormai siamo alle porte del paese



Decidiamo di stare sulla sponda sinistra della forra e di dirigerci verso il parcheggio facendo una strada più lunga che ci permetta di conoscere un po' meglio il paese. Le case,  spesso addossate le une alle altre, sembrano quasi sorvegliare la forra dall'alto. Incontriamo subito la Trattoria del Montanaro Esigente, un locale dal nome e dall'insegna in legno molto caratteristici che riflettono l'ospitalità e la cucina verace di questa zona



In alto svetta il campanile della Chiesa di San Martino, con la sua tipica cupola "a cipolla" che caratterizza lo skyline del paese e accompagna i nostri ultimi passi verso il parcheggio



Proseguendo verso la piazza principale, ci imbattiamo in una vera meraviglia dell'ingegneria meccanica: l'idrocronometro (o orologio ad acqua). Racchiuso in una teca di vetro e acciaio, questo complesso meccanismo utilizza la forza dell'acqua del Rio Sass per segnare il tempo e le fasi lunari. È un simbolo moderno che richiama l'antico legame del paese con l'energia idraulica dei suoi mulini



Camminando nel centro, è impossibile non notare il legame profondo con l'arte. Fondo è infatti il paese natale di Fortunato Depero, uno dei massimi esponenti del Futurismo. Sulle pareti di alcuni edifici sono presenti installazioni e pannelli informativi che celebrano la sua vita e le sue opere.

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