Lunghezza: 8 km.
Dislivello: 559 m.
Tempo in movimento: 3h
Altitudine max: 1995 m.
Difficoltà: media
L'escursione odierna ci porta nel comune di Velturno (in tedesco Feldthurns), lungo le pendici soleggiate del Monte del Pascolo che domina con i suoi 2436 metri il villaggio e l'Alpe di Lazfons. Partendo dal parcheggio Garner Wetterkreuz ci addentriamo in salita nel bosco seguendo il sentiero 10, per poi sbucare sui pascoli d'alta quota che in questa stagione primaverile offrono una quiete assoluta. Non appena la vegetazione si dirada, la vista sui gruppi dolomitici ad est lascia letteralmente a bocca aperta: davanti a noi si stagliano in tutta la loro maestosità le Odle, il Sass de Putia, il Sassolungo, fino al Catinaccio, la Marmolada e le Pale di San Martino...
Seguendo ora il sentiero 14a, raggiungiamo agevolmente la Brugger Schupfe, una splendida baita in legno e pietra che durante l'estate ma anche in inverno è un frequentato punto di riferimento per gli escursionisti. La malga in primavera è ancora chiusa e noi approfittiamo volentieri delle sue panche per un pranzo al sacco con di fronte un panorama straordinario.
Per il ritorno, imbocchiamo il sentiero 14 che in discesa attraversa boschi e pascoli fino a raggiungere il parcheggio del maso Kühhof, punto di partenza che già conoscevamo per la salita al santuario di Santa Croce di Lazfons. Da qui, il sentiero 17 ci riporta in saliscendi al punto di partenza.
È un itinerario semplice e adatto alle famiglie, che riserva una sorpresa in inverno: la possibilità di tornare a valle sfrecciando con lo slittino lungo una pista di oltre quattro chilometri che parte proprio dalla Brugger Schupfe.

Come arrivare: dall'uscita autostradale di Chiusa-Val Gardena, il parcheggio Garner Wetterkreuz è raggiungibile in circa 20 minuti percorrendo circa 11 chilometri lungo le strade provinciali SP74 e SP142. Una volta usciti dal casello, seguire le indicazioni per Velturno e proseguire in direzione della frazione di Caerna (Garn), continuando a salire verso la zona montuosa sovrastante l'abitato. La strada attraversa aree boschive e prati alpini fino a raggiungere l'area di sosta situata in prossimità della Wetterkreuz, punto di partenza ideale per diverse escursioni panoramiche nel gruppo delle Odle. Il percorso è asfaltato e ben segnalato, ma richiede attenzione per la presenza di tratti stretti e curve tipiche delle strade di montagna.

Il parcheggio Garner Wetterkreuz è ampio e gratuito o almeno noi non abbiamo visto parchimetri

Prendiamo dal parcheggio il sentiero 10 che sale tranquillo nel bosco. Da una apertura su un pascolo scorgiamo sulla sinistra l'inconfondibile profilo delle Odle


Un'ulteriore apertura nel bosco ci regala un'altra vista magnifica, dove spicca il profilo dentato del Sassolungo insieme al Catinaccio e alla sagoma inconfondibile dello Sciliar. E' una festa per gli occhi: i prati verdi in primo piano contrastano con le vette innevate sullo sfondo.

Raggiungiamo il limite della vegetazione, dove la foresta mista si fa più rada. Qui, maestosi larici si alternano ad abeti rossi e profumati cirmoli

Il pascolo, ancora prevalentemente color giallo paglia, sta lentamente cedendo il passo alle prime tonalità di verde. È il preludio alla fioritura: tra qualche settimana, i crocus lasceranno la scena a una straordinaria varietà di fiori alpini.

Una piccola baita sorge solitaria tra i pascoli d'alta quota, servita da una discreta strada sterrata. Un'auto parcheggiata nelle vicinanze suggerisce che il proprietario sia presente. Non si può fare a meno di provare un pizzico di invidia per chi ha la fortuna di possedere una dimora in questo paradiso.

Ora siamo fuori dal bosco e stiamo risalendo i pendii aperti che portano verso la vetta del Monte del Pascolo (Königsanger, 2.439 m. Sullo sfondo si staglia la cupola erbosa della montagna, una cima "panettone" tipica delle Alpi Sarentine che non presenta difficoltà tecniche particolari ma offre una vista a 360 gradi.

Lasciato il sentiero 10, ci immettiamo sulla comoda forestale 14a. Da qui il percorso prosegue con una pendenza molto più dolce, accompagnandoci verso la Brugger Schupfe mentre godiamo di una vista impareggiabile sulle vette dolomitiche che svettano all'orizzonte.

Davanti a questa baita viva e abitata, è naturale chiedersi cosa significhi trascorrere intere stagioni immersi in un simile isolamento. Il recinto che delimita il prato fa pensare al ritorno imminente degli animali. Verso l'orizzonte svetta il Monte San Cassiano, ai cui piedi si trovano il rifugio e il santuario di Santa Croce di Lazfons.

Siamo ormai in vista della Brugger Schupfe, situata a 2.000 metri di altitudine sui soleggiati pendii del Monte del Pascolo. Questo tipico maso alpino, gestito con passione dalla famiglia Fischnaller, è rinomato per la sua autentica cucina altoatesina e per la splendida terrazza che offre un affaccio privilegiato sulle Odle e sul Sassolungo.

Il maso è chiuso in primavera e noi ci fermeremo qui per il nostro pranzo al sacco. La Brugger Schupfe è un esempio perfetto di architettura rurale alpina, con il piano terra in solida pietra e la parte superiore in legno scuro, segnato dal tempo. Storicamente, queste strutture (le "Schupfen") fungevano originariamente da semplici fienili o ricoveri per i pastori durante l'alpeggio estivo; solo in tempi più recenti il maso Brugger è stato trasformato in un punto di ristoro accogliente, mantenendo però intatto il fascino della tradizione contadina di Velturno.

Affacciati dal balcone della Brugger, lo sguardo viene rapito dal profilo inconfondibile delle Odle. Grazie alla giornata limpida e all'aria cristallina, la visibilità è eccezionale e consente di riconoscere con precisione le cime che compongono il frastagliato skyline dolomitico, stagliate contro un blu profondo e senza nuvole.


Le venature marcate e le sfumature brune del larice testimoniano la lunga storia di questo maso

La base in pietra assicura la solidità della struttura, mentre la sezione in legno, un tempo dedicata al fienile, permette una conservazione naturale del foraggio grazie alle proprietà del materiale. Questa combinazione di elementi rende la baita un esempio tipico di architettura tradizionale, capace di resistere al tempo e di mimetizzarsi nella natura.

Dalla Brugger Schupfe, il sentiero invita a proseguire verso la cima del Monte del Pascolo, una meta molto amata per il suo panorama a 360 gradi, cosa che faremo in una prossima escursione. Nelle immediate vicinanze della vetta si trova il suggestivo Lago Rodella (Radlsee), uno specchio d'acqua alpino incastonato tra le rocce dove sorge l'omonimo rifugio.

Abbandonata la quiete della Brugger, il sentiero 14 ci guida attraverso praterie delimitate da staccionate e tra antiche baite solitarie che sembrano vegliare sulla valle. Costeggiamo ad un punto il Peaterer Bach, un ruscello di montagna che taglia il verde dei pascoli, prima di rientrare nel fresco del bosco sottostante dove ritroviamo la forestale che ci ci conduce al maso Kühhof e il suo vicino ampio parcheggio. Da qui si parte per il rifugio e il santuario della Santa Croce di Lazfons
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