Dislivello: 941 m.
Tempo in movimento: 4h30
Altitudine max: 2555 m.
Difficoltà: impegnativo (per la discesa)
Questa escursione autunnale si svolge nel Gruppo dello Stevia, nel cuore della Val Gardena, posto tra l'Alpe di Cisles e la Vallunga. Si tratta di un itinerario escursionistico piuttosto impegnativo, che richiede passo fermo e un buon allenamento. Il punto di partenza è fissato al parcheggio a pagamento di Daunei, situato sopra l'abitato di Selva di Val Gardena. Il giro può essere compiuto in entrambi i sensi; scegliendo di effettuarlo in senso antiorario, si sale lungo il Troi de la Palota, sentiero 17a, fino a guadagnare l'altopiano erboso della Steviola. Da qui, passando per l'intaglio esposto della Forcella San Silvestro, si raggiunge il Rifugio Stevia sul sentiero 17.
Una volta guadagnata, con una breve deviazione dal sentiero 17, la panoramica vetta di La Piza a 2.555 metri, punto più elevato dell'intero giro, si inizia la discesa dalla Forcella Piza sul sentiero 17b. Questo tratto, caratterizzato da un canalone ripido su fondo detritico con scale e tornanti stretti, impone una discesa prudente per il pericolo di scivolate, rendendo molto utile l'uso dei bastoncini da trekking. Infine ad un bivio si abbandona il sentiero 17b per seguire una traccia non numerata. Questo sentiero, tagliando a mezzacosta e in saliscendi i ghiaioni discendenti dalle cime del Gruppo dello Stevia, conduce al Rifugio Juac, punto ideale per una sosta dopo il tratto più impegnativo. Ritorno in 30' sul facile e frequentato sentiero 3 al parcheggio di Daunei.

Come arrivare: il parcheggio a pagamento di Daunei, una frazione di Selva di val Gardena si trova sopra il paese. All'inizio di Selva fare attenzione alle indicazioni per il parcheggio. Il parcheggio a pagamento costa 1€ per 30' (piuttosto esoso) e da quanto ho capito non c'è un solo periodo dell'anno che sia gratuito. Bisogna contare circa 5-6h per l'escursione, soste comprese.

Dal parcheggio si scende per 150 m. verso il paese di Selva di Val Gardena (nella foto) e si imbocca sulla sinistra il sentiero 17a.

L'inizio del sentiero 17a chiamato il Troi de la Palota che da qui arriva fino alla Forcella S. Silvestro e sulla Steviola.

Il sentiero ha un primo tratto nel bosco che diventa progressivamente più ripido.

Poi arriva alla base di un salto roccioso e da lì si fa decisamente ripido inerpicandosi dentro una larga fenditura con una serie di serpentine.

Esco dalla fessura e dalla falesia su un erboso pendio chiamato la Steviola che termina in alto con un intaglio roccioso, la Forcella S. Silvestro. Il sentiero lo attraversa portandosi sul bordo di un vallone e inizia a scendere verso la base della forcella (tratto esposto). Nella foto in alto sulla destra si scorge già il rifugio Stevia. Intanto le nuvole basse d'autunno che mi hanno avvolto fin qui stanno lasciando il posto a un cielo terso.

Mi trovo ora alla base del canalone che porta alla Forcella S.Silvestro.

Dalla forcella, proveniente dal rifugio Juac, scende il sentiero 17 che adesso seguirò fino alla Forcella Piza.

Il passaggio sotto la Forcella S. Silvestro, visibile nella foto, è abbastanza esposto e continua così per un ulteriore tratto mentre contorna il profilo ondulato e roccioso della montagna. Qui bisogna fare attenzione al ghiaino sul sentiero.

Un albero solitario si erge a picco sul vuoto. Esco definitivamente dalla spessa coltre di nubi che copre tutta la vallata.

Il gruppo del Sella. In montagna in autunno non è così raro trovare giornate come questa. Non c'è un filo d'aria e la temperatura è sui 10°, ideale per questo tipo di escursione.

Il rifugio ormai non è lontano.

Dopo 2h20, gli anni cominciano a farsi sentire, raggiungo il rifugio. Il rifugio Stevia si trova a 2312 m. e si trova all'interno del parco naturale Puez-Odle. E' affacciato sui gruppi del Cir, Puez, Sella e Sassolungo. Non essendo raggiunto da nessun impianto di risalita rimane isolato e poco frequentato rispetto ad altri rifugi della Val Gardena. Sorge accanto all'omonima malga.

Al momento del mio arrivo il rifugio è chiuso al pubblico da qualche giorno. Trovo però la porta non chiusa a chiave, con i tavoli e le sedie accatastati in un angolo. Al piano superiore della biancheria è stesa alle finestre a prendere aria.

Probabilmente il gestore non è lontano ma è solo occupato o si è allontanato per qualche momento. Ne approfitto per scattare delle foto alla sala da pranzo con i trofei di caccia alle pareti.



Probabilmente il gestore non è lontano ma è solo occupato o si è allontanato per qualche momento. Ne approfitto per scattare delle foto alla sala da pranzo con i trofei di caccia alle pareti.


Malga Stevia si trova subito sotto il rifugio. In basso si vede il pendio erboso della Steviola.


Proseguo sul sentiero 17 che risale il vasto altopiano sopra il rifugio. In basso alla mia destra scorgo questo strano paesaggio, l'aerea e piatta sommità di una torre rocciosa che sale dalla sottostante Vallunga e che da qui pare sospesa sulle nuvole.


Il sentiero raggiunge un bivio e da lì seguo l'indicazione per Forcella Piza. Il sentiero sale a lato della recinzione del pascolo e dopo mezz'ora sono sul sentiero di cresta. Intanto sulla destra si erge la mole imponente del Col dala Pieres 2747 m.

Forcella Piza e il sentiero 17 che sale lungo la cresta diretto al Col dala Pieres.

Forcella Piza. Dopo aver fatto un breve sopralluogo alla forcella, prima di scendere decido di fare la sosta pranzo su cima Piza, che si innalza alla sua sinistra.
Cima Piza 2555 m. Si tratta di risalire ancora per 60 m. lungo l'erboso piano inclinato senza altra difficoltà.

Da cima Piza 2555 le Odle sono ora in primo piano. La foto panoramica non restituisce le loro reali dimensioni. La conformazione del Mont de Stevia mi ricorda da vicino quella del Seceda e i suoi prati inclinati che precipitano nel vuoto.
Dalla cima il panorama è a 360°. Verso ovest è un mare compatto di nuvole che ha invaso tutte le valli. Quello che si vede emergere in basso a sinistra è il monte Pic, oggetto di una precedente escursione. A destra si vedono i pascoli di Seceda.
Ad est, invece, le cime aguzze del Cir mi ricordano i denti di uno squalo, mentre alle loro spalle si innalza la possente muraglia del Sella. Più lontano, tra le nuvole, si scorge il profilo inconfondibile del Pelmo.Un gracchio alpino viene a vedere se gli ho lasciato per caso qualcosa da mettere nel becco ma Artax è geloso e gli impedisce di atterrare.


Il sentiero, diretto al rifugio Firenze è ora il 17b.

Si scende a zig-zag e con l'aiuto di scalinate in legno o pietra, sapientemente poste sui salti di roccia. Non ci sono molti cavi a cui aggrapparsi per questo i bastoncini sono qui davvero molto utili.


Queste scalinate hanno un aspetto antico e artistico, quasi uscissero dalle mani di uno scultore.



La parte più impegnativa e ripida risiede nei primi 400 m. di discesa poi la pendenza cala, il sentiero diventa meno accidentato e si sposta sulla destra del canalone in direzione del rifugio Firenze.


In basso ora vedo il rifugio Firenze. Raggiunta la zona di vegetazione e arrivato al secondo ampio tornante il sentiero 17b incrocia un sentierino non numerato a quota di 2.145 m. che scende a mezzacosta lungo i ghiaioni diretto al rifugio Juac, posto all'inizio della valle di Cisles. Decido di seguirlo perchè sulla mappa mi sembra una scorciatoia che accorcia il percorso di discesa.

Il sentiero è praticabile, evidente ma non è sempre discendente come mi aspettavo. Spesso per contornare i canali detritici deve compiere delle rientranze poco visibili dall'alto e brevi risalite.

Scendo con passo svelto sotto una serie di alte pareti a strapiombo e pian piano entro nel bosco.

Dopo circa 40' di saliscendi e aver perso più di 200 m. di dislivello raggiungo il sentiero 17 che parte dal rifugio Juac e sale alla forcella S. Silvestro.

Al rifugio Juac 1905 m., posto in splendida posizione sull'Alpe di Cisles, faccio una pausa prima di affrontare l'ultima parte del percorso sul facile e frequentato sentiero 3 che mi porterà di nuovo al posteggio.

In alto la Forcella S. Silvestro e la Steviola visti dal rifugio Juac.

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