Glatsch Alm e Gampen Alm in inverno



Lunghezza: 9,7
Dislivello: 460 m.
Tempo in movimento: 6 h
Altitudine max: 2065 m.
Difficoltà: media

Sotto il versante nord delle Odle, diverse malghe sono collegate al fondovalle e tra loro da una rete di sentieri. Questa escursione di inizio marzo ne esplora due: la prima, Malga Glatsch, situata su un pascolo centrale, frontalmente rispetto al gruppo dolomitico; la seconda, Malga Gampen, posta più a nord, in posizione laterale. Visitarle permette di godere da prospettive diverse della bellezza di queste montagne. L'escursione non presenta particolari difficoltà ed è accessibile a tutti.
Abbiamo trovato la traccia ben battuta, senza bisogno delle ciaspole anche nel ritorno del pomeriggio. Malga Glatsch aveva chiuso qualche giorno prima del nostro arrivo, mentre la Gampen Alm avrebbe chiuso qualche giorno dopo, l'otto marzo.
Il gruppo delle Odle ha un fascino particolare. Bellissimo il tratto del sentiero Adolf Munkel che passa sotto le sue torri attraverso un bosco rado, con un'atmosfera che ricorda le leggende dolomitiche. Da Malga Gampen è possibile tornare a Malga Zannes — punto di partenza dell'escursione — noleggiando uno slittino. Avendo con me il fedele Artax, non mi è stato possibile ripetere quell'esperienza che mi aveva entusiasmato durante una precedente escursione qualche anno fa.



Come arrivare: Usciti dall'A22 al casello di Chiusa/Val Gardena, si segue la strada statale in direzione Bressanone per circa 2 km, dopodiché si svolta a destra seguendo le indicazioni per la Val di Funes. La strada sale lungo una stretta gola fino al centro abitato di San Pietro, dove la valle si allarga e si iniziano a scorgere le cime delle Odle. Si prosegue poi per Santa Maddalena e Malga Zannes si trova circa sei chilometri dopo, al termine della strada. Il parcheggio a Malga Zannes ha un costo di 10€. Da tenere in conto che nel tratto tra Ranui e Zannes è presente un semaforo che, in certe ore, impone una sosta di circa 12 minuti prima di poter proseguire.


Arriviamo a Malga Zannes verso le nove e mezza. Dopo aver parcheggiato nei pressi del bar vicino all'infopoint, ci concediamo un caffè (1,90€) prima di avviarci sul sentiero 36. Con un certo stupore notiamo una gru e un nuovo hotel in costruzione — speriamo che l'impatto sul paesaggio venga contenuto. A Malga Zannes sono disponibili diverse aree di sosta. Il parcheggio nel 2026 costa 10€. Vale la pena sapere che nei mesi di alta frequentazione la disponibilità di posti auto è segnalata in tempo reale da un semaforo già presente a Santa Maddalena/Ranui: quando è rosso, il parcheggio è pieno e bisogna lasciare l'auto a Ranui e proseguire con i mezzi pubblici. Nella foto si vede l'info point con il caratteristico edificio in legno e ardesia, dove si trova anche il bar. 


La Zannser Alm/Malga Zannes, il tradizionale edificio in legno che funge da punto di riferimento per le escursioni della zona.



Imbocchiamo il sentiero 36 che conduce a Malga Glatsch: circa un'ora di facile cammino nel bosco. Quasi subito, in fondo a due file di abeti rossi che sembrano fare da quinte naturali, si staglia l'affilata guglia della Odla de Valdusa 2942 m. Il termine Odle in lingua ladina significa "aghi".



Poco dopo, proseguendo, si inizia a intravedere anche la Furchetta 3025 m.  che va ad aggiungersi al maestoso profilo delle Odle che ci accompagnerà per tutta l'escursione.



Arriviamo a Malga Glatsch 1902 m., chiusa da pochi giorni. La malga si presenta immersa in un ampio pascolo innevato.  Sulle Odle alcune malghe restano aperte anche in inverno, generalmente da dicembre a marzo, offrendo un punto di ristoro prezioso per gli escursionisti. Una novità recente è la pista da slittino Malga Glatsch/Malga Dusler – Ranui, lunga 5 km con 560 metri di dislivello, classificata come medio-difficile.


Ci fermiamo per qualche foto, godendoci la quiete del pascolo innevato. Riprendiamo poi il cammino sul sentiero 36 e poi 3b che ci collegherà al celebre sentiero Adolf Munkel 35.

La vista delle Odle da malga Glatsch: al centro la Furchetta, con a destra il Sass Rigais e il Piccolo Rigais mentre a sinistra la Odla de Valdusa e la Gran Furchetta. 


Superata una prima salita, il sentiero si inoltra in un rado bosco di pini cembri e abeti interrotto da ampie radure, compiendo un traverso in leggera discesa. Le Pale di San Martino dominano la scena in tutta la loro maestosità, con le torri rocciose che emergono verticali dalla neve, uno spettacolo che vale da solo la fatica dell'escursione.





A 2,9 Km dalla partenza, ormai nei pressi dei ghiaioni posti alla base delle torri incontriamo il sentiero Adolf Munkel n.35 proveniente da malga Brogles e che seguiremo fino a malga Gampen.


Procediamo all'ombra delle torri con lo sguardo spesso rivolto verso l'alto. A destra la Furchetta, celebre per le sue difficili vie di arrampicata, mentre il Sas Rigais è noto per la sua spettacolare ferrata. L'ombra delle pareti si fa sentire: la temperatura è scesa sensibilmente e siamo costretti a chiudere le cerniere delle giacche a vento. 


Ad ogni passo il panorama cambia: le torri delle Odle si ricompongono continuamente in forme nuove, offrendo scorci sempre diversi tra i rami degli abeti e dei larici spogli. Un susseguirsi di inquadrature che nessun fotografo potrebbe resistere dal fermarsi a catturare.



Il sentiero ondulato ci porta finalmente fuori dal cono d'ombra delle torri, aprendosi su un'ampia radura inondata di sole. L'aria si riscalda di colpo e le giacche a vento per un po' possono tornare ad aprirsi. 

 
Il sentiero ora scende nel largo vallone solcato dal rio San Zenon allontanandosi dalle pareti rocciose.



Da qui le torri delle Odle si stagliano ancora imponenti alle nostre spalle e con un mutato profilo mentre in basso il torrente, quasi sepolto dalla neve, disegna una linea sinuosa e morbida



Il ponte sul torrente San Zenon segna la fine della discesa e l'inizio della salita verso malga Gampen. Seguiamo ora la forestale su una larga traccia consolidata.



La salita verso Malga Gampen si sviluppa per circa 2,5 km in gran parte su larga strada forestale. Per fortuna nostra non c'è bisogno delle ciaspole. Attenzione invece agli slittini e a chi scende con gli sci


Arrivati a ridosso di un ripido versante un cartello bilingue avverte chiaramente: pericolo di valanghe, divieto di passaggio. Il tracciato classico è quindi interdetto e si imbocca la variante invernale appositamente segnalata — Malga Gampen sentiero invernale — che in leggera discesa aggira la zona a rischio e conduce verso i pascoli sottostanti la malga per poi riprendere nuovamente la salita.


La variante invernale ci regala un'altra prospettiva delle Odle: l'intera cresta si distende da un capo all'altro dell'orizzonte, con le torri che si susseguono in un profilo dentellato. 



Siamo ormai in vista della Gampen Alm posta al centro di una larga valle che termina al passo di Poma 2340 m.


La forestale serve anche da pista per lo slittino, noleggiabile direttamente presso la malga e da riconsegnare a valle a Malga Zannes: 3 km di discesa con 383 m di dislivello, difficoltà media — un'alternativa divertente per il ritorno, soprattutto con i bambini. Dopo un primo tratto in comune, la pista da slittino si separa dal percorso dedicato agli escursionisti, evitando così possibili collisioni.



Malga Gampen (2.064 m) è un classico rifugio alpino altoatesino, ancora aperta quest'anno fino all'8 marzo. La struttura in legno con ampia vetrata panoramica ha un terrazzino soleggiato ideale per la sosta. In alto si scorge la grande croce del Col di Poma 2422 m.



Dopo la pausa pranzo inizia la discesa, piacevole e panoramica, tra pascoli aperti e bosco. Chi sceglie di seguire il bordo della pista dedicata agli slittini deve prestare attenzione: i mezzi prendono velocità e non sempre si sentono arrivare in tempo.



Tra i rami spogli dei larici si intravede uno scorcio sulle Odle di Eores, percorse in cresta da un magnifico sentiero estivo che corre lungo le pareti rocciose. In basso, isolata nel bosco, la piccola malga Caserill.


Il sentiero si conclude proprio nei pressi di questo cantiere, con la gru che svetta sopra gli alberi, un pugno nell'occhio in uno dei paesaggi più belli delle Dolomiti. Ci auguriamo che la struttura finita sappia almeno inserirsi con discrezione in un contesto di tale bellezza, senza aggiungere un ulteriore segno pesante a una valle che merita ogni rispetto.

6/6/2026

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