Malga Stabio


Lunghezza: 10 km
Dislivello: 476 m.
Tempo in movimento: 2h45
Altitudine max: 1472 m.
Difficoltà: media

Un itinerario di medio impegno che regala grandi soddisfazioni panoramiche nel cuore delle Giudicarie. Il punto di partenza è fissato al Passo del Durone, valico minore che congiunge il Bleggio con la piana di Tione. Da qui si imbocca il sentiero SAT 463, un tracciato che risale con pendenza costante e decisa il versante boscoso. La prima parte dell’escursione si svolge interamente all’interno di una suggestiva e maestosa faggeta: il bosco è fitto e offre rari scorci, ma in estate permette di salire al fresco e in autunno regala i caldi colori del foliage. L’arrivo a Malga Stabio segna il cambio di scenario: la fitta vegetazione lascia spazio a una vasta radura prativa di straordinaria bellezza, particolarmente scenografica durante la fioritura primaverile dei crocus. La posizione della malga è un vero balcone panoramico che permette di ammirare le vette glaciali del Carè Alto e della Presanella, oltre ai contrafforti delle Dolomiti di Brenta. Per chi desidera completare l’esperienza e guadagnare un punto di osservazione ancora più elevato, è consigliabile proseguire verso la vicina Malga di Saone, situata a una quota leggermente superiore, da cui si gode di una vista a 360 gradi sulla valle e sulle catene circostanti. Il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari ma richiede un buon allenamento per superare il dislivello iniziale su terreno ripido. Per il ritorno si può optare per la più agevole strada forestale più lunga ma meno faticosa.
14/4/2026



Il Passo del Durone si trova a 1.010 metri di quota ed è raggiungibile percorrendo la Strada Provinciale 222, che mette in comunicazione le Giudicarie Esteriori con la zona di Tione. Se si proviene da Tione di Trento, si sale superando l'abitato di Zuclo e proseguendo lungo i tornanti della provinciale per circa 8 chilometri fino al valico. Per chi arriva invece dal versante del Bleggio, si attraversa l'abitato di Cavrasto e si prosegue in salita fino a raggiungere la sommità. Una volta giunti al passo, è possibile lasciare l'auto negli spiazzi adibiti al parcheggio situati nei pressi del ristorante locale, punto in cui si trovano anche i cartelli segnaletici del sentiero SAT 463 che conduce verso Malga Stabio.




Al Passo del Durone si trova un accogliente ristorante, punto di riferimento per gli escursionisti e i ciclisti che frequentano la zona.



L'escursione ha inizio lungo la strada forestale che si addentra nel bosco dal Passo del Durone. Dopo un breve tratto, si abbandona la carrareccia per imboccare sulla sinistra il sentiero SAT 463, che risale con decisione il versante montuoso.
Proprio all'imbocco del percorso è presente un cartello informativo giallo ben visibile che avverte i camminatori di trovarsi nell' area dell'orso "bear area". Il pannello riporta le norme di comportamento da seguire per una corretta convivenza, come farsi sentire durante il cammino, tenere i cani al guinzaglio e non lasciare rifiuti alimentari lungo il tracciato. In caso di necessità, viene indicato di contattare il numero di emergenza 112.



Il passo del Durone



La segnaletica



Il tracciato prosegue con una pendenza decisa, contornando i versanti boscosi di Cima Sèra dove la vegetazione si fa densa e varia. Il sentiero si snoda tra conifere e latifoglie, con una prevalenza di faggi che ricoprono il terreno di un folto strato di foglie secche. La salita richiede un passo costante, in un ambiente forestale che offre ombra e protezione, ma che concede pochi sguardi verso l'esterno.



Lungo la mulattiera che conduce a Malga Stabio, incastonata direttamente nella roccia, si incontra un'edicola votiva dedicata a Sant’Antonio da Padova. Il piccolo capitello in legno custodisce un'immagine del Santo con il Bambino ed è decorato con fiori, testimonianza della devozione popolare locale ancora viva lungo i sentieri di montagna.



Una volta superato il tratto più impegnativo e ripido, il tracciato tende ad appianarsi e in corrispondenza di un tornante va a ricongiungersi alla strada forestale principale. Da questo punto in poi si procede seguendo la forestale fino alla malga.



Dopo circa un'ora e mezza di cammino, il bosco finalmente si apre e si giunge all'ingresso dei pascoli della malga. Ad accoglierci c'è un suggestivo portale in legno con la scritta incisa "Malga Stabio". Questo passaggio segna la fine del tratto più faticoso all'interno della faggeta e l'inizio della vasta area prativa, dove l'orizzonte inizia a dilatarsi verso le cime circostanti.



Da questo punto, il sentiero prosegue in piano o leggera salita, inoltrandosi in un ambiente alpestre più arioso e solare, tipico degli alpeggi d'alta quota delle Giudicarie.



Malga Stabio sorge su un panoramico dosso erboso a 1.453 metri di quota e appartiene al Comune di Bleggio Superiore. La struttura è composta da un corpo principale adibito a residenza e agriturismo, affiancato da uno stallone.



La struttura della malga dispone di una zona riparata da una grande tettoia vetrata, arredata con una lunga tavola, panche e divani che offre un riparo confortevole contro il vento o il sole durante la sosta. All'esterno, sul selciato in pietra, una chiazza di neve primaverile offre un fresco diversivo per Artax.



La malga si inserisce armoniosamente nel paesaggio circostante, caratterizzato in questo periodo da una spettacolare fioritura di crocus che punteggiano di bianco e lilla l'intero pascolo.



In estate Malga Stabio può ospitare circa un centinaio di capi, tra cui mucche da latte e giovenche, che animano i pascoli fino a settembre. Lo stallone è dimensionato proprio per accogliere un numero importante di animali, garantendo loro riparo durante la notte o in caso di maltempo.


Il vasto pascolo di Malga Stabio si estende verso sud-ovest, presentandosi come un'ampia conca naturale circondata da fitti boschi. Un sentiero si snoda dalla malga attraversando la radura fino a raggiungere la sella boscosa visibile sullo sfondo, denominato la “Piazzola” (1572 m.), punto panoramico sulla val Marcia dal quale parte sulla sinistra la traccia per Cima Sèra.



Ci portiamo sul pascolo aperto, dove l'occhio viene subito attirato da una seconda costruzione poco distante. Si tratta della Malga di Saone, situata su un dosso leggermente più elevato rispetto a Malga Stabio e circondata da prati che conservano qua e là le tracce dell'ultima neve. La malga superiore invita a proseguire il cammino per godere di una prospettiva ancora più ampia sulla valle e sulle cime che coronano l'orizzonte.



Tagliando per il pascolo diretti verso la malga di Saone ci imbattiamo su una poiana, un rapace che qui ha trovato la morte per cause sconosciute. In natura questo predatore è noto per il tipico volo planato, spesso circolare, che sfrutta le correnti ascensionali per perlustrare i pascoli alla ricerca di piccole prede.



Lungo il sentiero che attraversa i pascoli, si incontra ciò che resta di un faggio secolare, un tempo maestoso testimone del passare delle stagioni. Purtroppo la pianta è ormai decrepita e ne rimane solo il tronco nodoso e scavato dal tempo. Le imponenti dimensioni della base suggeriscono che l'albero abbia vissuto per centinaia di anni, dominando questo versante prima di cedere al passare del tempo



La malga si trova in una posizione privilegiata che offre una vista panoramica verso i massicci dell'Adamello e della Presanella. Pur essendo meno imponente dello stallone di Malga Stabio, rappresenta un punto di riferimento storico per la comunità di Saone, frazione di Tione di Trento, a cui deve il nome.



Sul lato lungo e anche sulla facciata si notano diverse piccole feritoie verticali, essenziali per la ventilazione dei locali interni, probabilmente un tempo adibiti a stalla o alla conservazione dei prodotti caseari.



Arrivati al punto panoramico sopra la malga, il nostro sguardo cerca naturalmente le sagome imponenti del Carè Alto e della Presanella, ma purtroppo una coltre ostinata di nubi basse ne preclude la vista. Nonostante il cielo coperto che nasconde le vette più alte, la prospettiva sulla vallata sottostante e sui rilievi intermedi resta affascinante.



Lo sguardo scende allora verso il fondovalle dove si scorge nitidamente la conca di Tione di Trento con le sue frazioni.



Rivolgendo lo sguardo verso nord est sul versante opposto della valle, si riescono a distinguere altri piccoli centri abitati come Montagne, insieme ai profili del Passo di Daone e di Cima Durmont. Purtroppo, anche le vette del Brenta meridionale restano celate dietro la fitta nuvolaglia che insiste sulle quote più alte.



A est il boscoso Monte Sèra 1909 m. domina i pascoli delle due malghe. Da malga Stabio bisogna contare ancora 1h30 di ripida salita per raggiungerne la vetta



Ritorno a malga Stabio





Il grande fontanile per abbeverare il bestiame



Presso la struttura è installato un pannello informativo che illustra dettagliatamente il "Panorama da Cima Sera verso Est". Questa mappa fotografica permette di identificare i numerosi centri abitati che punteggiano la piana del Bleggio e del Lomaso, offrendo una guida visiva alle località visibili dalla vetta.



Per il ritorno optiamo per la comoda strada forestale che si snoda al di sotto del sentiero principale. Sebbene lo sviluppo complessivo risulti più lungo rispetto alla traccia diretta, la pendenza costante e la larghezza della carreggiata rendono la discesa decisamente più confortevole per le nostre ginocchia.



Durante la discesa si attraversa nuovamente la splendida faggeta caratterizzata dalla presenza di maestosi esemplari secolari.





In alcuni punti la vegetazione si dirada offrendo suggestivi scorci panoramici sul fondovalle.



Da questo punto si gode di un'ampia visuale sul versante opposto della valle, che digrada verso la conca di Tione. Guardando verso nord-est, si possono distinguere chiaramente i paesi che compongono il comune di Montagne. La dorsale boscosa che domina questi paesi culmina con la Cima Durmont, mentre spostando lo sguardo al centro si apre il varco del Passo Daone. 





Poco prima di raggiungere il Passo del Duron, si incontra un laghetto chiamato il "Lago delle Caiane". Questa zona umida rappresenta un biotopo protetto che funge da habitat ideale per numerose specie di anfibi, insetti e uccelli che popolano l'area montana







L'ultimo tratto dell'escursione si snoda lungo una strada forestale che attraversa un bosco rigoglioso, dove la convivenza di diverse specie arboree regala un'atmosfera suggestiva. 

Scarica la traccia gps da Wikiloc



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