
Lunghezza: 8,2 km
Dislivello: 372 m.
Tempo in movimento: 2h30
Altitudine max: 1868 m.
Difficoltà: media
L'anello di oggi parte da Malga d'Arza, situata nella Campa, un settore poco frequentato del gruppo del Brenta. Superata la malga a quota 1507 m. si continua lungo la forestale che si inoltra nel bosco. Al primo bivio si imbocca il SAT 330 che alterna tratti di sterrato a passaggi su sentiero per guadagnare quota fino alla panoramica zona di malga Termoncello 1856 m (1h20). Nei pressi c'è uno segnalato punto panoramico sul lago di Tovel, da non mancare. Da malga Termoncello il percorso perde dolcemente altitudine seguendo il sentiero 339 che conduce presso l'alpeggio di malga Loverdina 1771 m. (45'). La malga è luogo ideale per una seconda pausa grazie alla disponibilità di sedute esterne e di un funzionale spazio bivacco. Per completare l'anello, si imbocca infine il sentiero SAT 370 che scendendo progressivamente fino a riconnettersi con la strada forestale permette di rientrare senza difficoltà al parcheggio iniziale presso malga d'Arza (30').

Come arrivare: abbandonata l'autostrada del Brennero al casello di San Michele, si punta in direzione della Val di Non seguendo la statale che attraversa l'abitato di Mezzolombardo. Dopo aver oltrepassato i centri di Campodenno e Termon, si raggiunge l'abitato di Cunevo dove dalla piazza del paese sale per 10 km una stretta stradina asfaltata che in 30' conduce nell'area di sosta situata nei pressi della Malga d’Arza.

L'area di parcheggio per raggiungere Malga d'Arza si trova a brevissima distanza dalla struttura, permettendo di arrivare a piedi in pochi minuti. Sebbene la strada che sale da Cunevo sia completamente asfaltata, il percorso è caratterizzato da numerosi passaggi stretti che richiedono una guida attenta e prudente, specialmente in caso di incrocio con altri veicoli.

Un evidente cartello giallo segnala i visitatori sulla possibile presenza dell'orso nella zona e sulla condotta da adottare in caso di avvistamento. Accanto ad esso, un altro cartello informa che ci troviamo nel Parco Naturale Adamello Brenta.

La distanza tra il parcheggio e la malga è veramente poca.

Malga d'Arza, situata a un'altitudine di 1507 metri, si trova immersa in un ampio pascolo circondato da una fitta vegetazione boschiva.

La gestione della vicina Capanna Arza è affidata alla Sezione locale della SAT. E' un luogo di ritrovo per eventi e feste (come quella tradizionale a Malga Arza). Il giorno del nostro arrivo vi soggiornava per qualche giorno una famiglia della zona che si occupava della sua gestione.

Seguendo il sentiero 330 abbandoniamo la vasta radura e la malga e ci inoltriamo nel bosco.

Fatti pochi passi ad una biforcazione abbandoniamo la forestale diretta a malga Campa e continuiamo a destra sul sentiero 330.

Il sentiero SAT 330 si sviluppa con una pendenza costante e risale il versante della Val Selvata attraversando un bosco misto di conifere. Questa zona, situata ai piedi del Monte Alto, offre un ambiente naturale molto vario grazie all'alternanza tra fitti tratti boschivi e radure più aperte

Dopo aver risalito il versante boscoso, l'uscita sui pascoli aperti offre una prospettiva completamente diversa. Malga Termoncello appare in alto, situata su un pendio erboso che domina la vallata. Appaiono gradualmente anche le cime innevate del gruppo della Campa.

Cima Loverdina 2237 m. è quella più vicina alla malga. Ai primi di maggio è ancora innevata

Verso est la visuale spazia dalle guglie del gruppo del Catinaccio sulla sinistra, passando per il massiccio del Latemar situato in posizione centrale, fino a scorgere all'orizzonte sulla destra il profilo delle Pale di San Martino. In primo piano invece si trovano le montagne che separano la Val di Non dalla Val d'Adige.

La solidità della costruzione in muratura con sassi a vista testimonia l'importanza storica di questo presidio per l'alpeggio e per i viandanti che transitavano lungo queste antiche rotte di collegamento montano. Il nome Malga Termoncello deriva direttamente dalla sua proprietà storica e posizione geografica, essendo legata alla frazione di Termon (comune di Campodenno) in Val di Non.

Un segnalato punto panoramico nei pressi di Malga Termoncello offre una delle viste più spettacolari sul Lago di Tovel, incastonato come uno smeraldo nel cuore selvaggio del Gruppo di Brenta.

La grande frana che ha originato il lago di Tovel, nota come "glara", è un elemento distintivo del paesaggio che si attraversa risalendo la valle; i suoi enormi accumuli detritici hanno creato lo sbarramento naturale che ha permesso la formazione del bacino. Sul suo fondale si trovano ancora tronchi di conifere che risalgono a secoli fa, perfettamente conservati dalle basse temperature dell'acqua e dalla scarsità di ossigeno. Questi alberi rimasero sommersi proprio a causa dell'innalzamento del livello dell'acqua dopo le frane che hanno modellato la conca.

La Val di Tovel rappresenta storicamente il cuore dell'areale dell'orso bruno nel Parco Naturale Adamello Brenta, essendo stata l'ultima roccaforte della popolazione autoctona prima del progetto di reintroduzione Life Ursus. La morfologia della valle, con i suoi fitti boschi e le zone più impervie e selvagge, offre l'habitat ideale per il plantigrado, garantendo rifugio e abbondanti risorse alimentari.

Dal punto panoramico presso Malga Termoncello, lo sguardo spazia sull'imponente catena del Brenta settentrionale, che si sviluppa dal Passo del Grostè fino al Monte Peller. Questa sezione del massiccio offre un profilo frastagliato e maestoso, caratterizzato da vette che superano i 2900 metri e che conservano tracce di neve anche in stagione avanzata


Il contrasto tra il blu intenso delle acque e il verde scuro della foresta è interrotto da alcune chiazze di vegetazione visibilmente più chiara o sbiadita di cui amerei sapere la causa. Spero non sia per via del bostrico...

Andiamo fino al vicino passo del Termoncello e poi ritorniamo alla malga per il pranzo. Continuando sul 330 si arriverebbe a malga Flavona distante da qui 5,2 km (1h45).


L'escursione prosegue lasciando Malga Termoncello per imboccare il sentiero SAT 339, che si dirige verso Malga Loverdina attraversando un ambiente caratterizzato da boschi misti di larici e abeti e radure panoramiche, È fondamentale prestare attenzione alla segnaletica presente sui cartelli della SAT presso la malga per non confondere la traccia con una mulattiera che scende ripidamente lungo la Val Selvata! Durante il tragitto, si può godere della vista sul Monte Peller, che chiude a nord la catena del Brenta settentrionale, e che si distingue per il suo profilo più dolce rispetto alle aspre vette della catena.

Il sentiero 339 si svolge in saliscendi lungo il versante della val Selvata perdendo in tutto un centinaio di metri.

Un ultima breve salita ci permette di raggiungere un punto panoramico sulla val d'Adige. In lontananza si scorge la lunga catena dei Lagorai

In basso ci attende malga Loverdina, posta sul crinale tra la val Selvata e la val Cadin. Prende il nome dal sottostante paese di Lover. Recentemente la cascina è stata ristrutturata. La malga, situata a 1771 metri, è posizionata sul crinale che separa la Val Selvata dalla Val Cadin. Il nome richiama direttamente il paese di Lover, che storicamente gestiva questi pascoli. Da qui la visuale si apre sulla val d'Adige con la piana Rotaliana e sulla bassa val di Non.

La cascina è stata ristrutturata di recente mantenendo però il fascino delle tipiche costruzioni d'alpeggio in muratura. Come per Termoncello, un aspetto molto utile di questa malga e comune a tutte quelle inserite nel circuito del Brenta Trek, è la presenza di un bivacco sempre accessibile provvisto di tutto l'essenziale per una sosta e per dormire al sicuro. Per il ritorno a malga d'Arza ora non ci resta che scendere nel bosco lungo il sentiero 370 (45')

Vedi la mappa di tutte le escursioni del blog
Commenti
Posta un commento